7.5
- Band: DEGIAL
- Durata: 00:35:25
- Disponibile dal: 29/06/2012
- Etichetta:
- Sepulchral Voice
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Immaginate i Morbid Angel tra le nevi della Svezia. Magari nei sobborghi di Uppsala, il cosiddetto centro ecclesiastico svedese, curiosamente già città natale di realtà tutto “evil & Satan” come Watain o Repugnant. Togliete loro almeno dieci anni a testa, aggiungete un po’ di corpse paint sui loro volti e avrete i Degial, giovane gruppo dedito al più classico e malvagio metallo della morte. Li abbiamo già visti all’opera sul palco del Kill-Town Death Fest nel 2011 e allora ci colpirono favorevolmente, ma è con questo primo full-length che i ragazzi si fanno segnalare definitivamente come una band da tenere d’occhio. Parlavamo di Angelo Morboso… e non potrebbe essere altrimenti, visto che il gruppo di Trey Azagthoth, soprattutto nella sua incarnazione primordiale, è senz’altro la prima influenza per i Degial. La cupezza delle atmosfere di un album come “Altars Of Madness” è infatti il tratto caratterizzante delle canzoni del quartetto, anche se su molte delle otto tracce di “Death’s Striking Wings” ci sono accelerazioni e chitarre tuonanti che scuotono le melodie dalle radici, riportando alla mente la scena più black-oriented a cui i Degial sono chiaramente legati. La lunga title track, tuttavia, è 100% Morbid Angel, forte di un riff e di una struttura che davvero non possono non ricordare i momenti migliori dei floridiani – ultimamente del tutto incapaci di concepire trame come queste. D’altronde, i Degial sono giovani e la loro “fame” è lampante: il piglio e la foga con cui interpretano questi brani a tratti sono letteralmente in grado di far venire i brividi. Per il momento, questa attitudine è sicuramente una delle marce in più della band, la quale ancora non può dire di aver individuato un proprio stile, ma che di certo ha poco da imparare quando si tratta di confezionare del death metal vecchio stampo dai contorni e dall’anima nerissimi. Insomma, forse è prematuro tentare di trovare le nuove “Immortal Rites” o “Chapel Of Ghouls” nel repertorio di questi ragazzi svedesi, ma possiamo affermare fin da ora che “Death’s Striking Wings” è un disco in cui ci perderemo a lungo: efficace, conciso e spontaneo. More, please!
