DEIPHAGO – Into The Eye Of Satan

Pubblicato il 04/08/2015 da
voto
6.5
  • Band: DEIPHAGO
  • Durata: 00:34:56
  • Disponibile dal: 02/06/2015
  • Etichetta: Hells Headbangers
  • Distributore:

Quando l’abito fa il monaco. Se si guardano le foto promozionali dei Deiphago, si finisce per trarre in pochi secondi l’impressione di essere davanti a dei pazzi scatenati, rimasti ancorati al look pelle, borchie, cartucciere e facce rincagnate dei primi anni ’80. Se sovrapponete una loro foto odierna con quella dei Destruction all’epoca di “Sentence Of Death” sembreranno coeve, mentre in verità tra una e l’altra ballano trent’anni. Questo trio di filippini trapiantato in Costa Rica si è costruito una solida fama underground (sono in giro dal 1989), tramite dischi ferocissimi, intransigenti, opere di perspicace depravazione nichilista sulla scia del death/black metal più bestiale e minimale che vi sia in circolazione. “Into The Eye Of Satan” è il quarto full-length del gruppo e non cambia granché lo spartito, all’insegna della brutalità ignorante e sregolata. Quella che si è evoluta è la cura per la forma: c’è stato un leggero allungamento del minutaggio nelle singole composizioni, un aggiustamento di alcuni parametri di registrazione, oltre a percettibili miglioramenti nel maneggiare gli strumenti. Poche cose, importanti per portare a una discreta competitività il terzetto e non farlo rimanere nel ruolo di semplice macchietta. Secondo un modus operandi caro alle maestranze metalliche del Sud-Est Asiatico, ancorate nostalgicamente alle espressioni più rudimentali dell’extreme metal, i Deiphago prediligono velocità smodate, con un uso esagerato del blast-beat a caratterizzare qualsiasi brano. E’ un deragliamento costante quello che udiamo nelle otto tracce (più intro) di questo platter, riff semplicissimi accartocciati uno sull’altro fra cateratte di ritmiche rapidissime e apparentemente sconclusionate, slegate una dall’altra. Non c’è un’idea di canzone a guidare l’operato dei Nostri, alla maniera di Blasphemy, Proclamation, Revenge, Conqueror l’unica cosa che conta è picchiare, (s)travolgere, urlare la propria rabbia anticristiana e bambinescamente satanista ai quattro venti. Superato lo scoglio del primo ascolto, abbastanza scioccante per l’assenza di punti di riferimento e un mal di testa montante all’ennesima scarica di colpi della batteria, emerge un minimo di senso in tutto questo massacro. A conti fatti, i fraseggi chitarristici non sono poi così miseri nelle idee, poche ma passate al setaccio in tutte le possibilità espressive; ecco allora che anche tracce dalla durata folle, oltre i cinque minuti, come “Serpentine Anti-World” e “Red Dragon Of Chaos” scorrono vomitevolmente adrenaliniche, una sagra di esecuzioni capitali che hanno nei primi Slayer e nei Marduk più fuori di testa la loro stella polare. Un po’ come capita agli Impiety, i Deiphago giustificano la loro presenza sulla scena con un amore dissoluto per quanto di più turpe e abbietto il metal estremo possa comunicare, e questa convinzione cocciuta, ora che il bagaglio tecnico è a livelli decorosi, può sfogarsi senza timori di cadere nel ridicolo. “Into The Eye Of Satan” è rivolto principalmente ai cultori di un certo tipo di underground, fuori da questo contesto non avrebbe ragione di esistere. Ma va bene così, là fuori ci sono molti altri gruppi con grandi pretese e una resa fattiva sul campo nettamente inferiore a questi maramaldi terroristi sonici.

TRACKLIST

  1. Intro: Obliteration
  2. Evil and Adverse
  3. Bloodbath of Genocide
  4. (6 x 6 x 6) / 3
  5. Serpentine Anti-world
  6. Calculated Acts of Cruelty
  7. Red Dragon of Chaos
  8. Ritual Death of the Enemy
  9. Into the Eye of Satan
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