DEMETRA SINE DIE – Post Glacial Rebound

Pubblicato il 14/07/2018 da
voto
6.5
  • Band: DEMETRA SINE DIE
  • Durata: 00:47:22
  • Disponibile dal: 24/06/2018
  • Etichetta: Third I Rex
  • Distributore:

Pur centellinando le uscite discografiche, i genovesi Demetra Sine Die arrivano al loro terzo album, forti di una carriera ormai quindicennale. Chi vi scrive ha avuto modo di conoscere la loro musica all’epoca del debutto per My Kingdom Music, “Council From Kaos”, che mostrava dei buoni spunti sebbene non ancora perfettamente a fuoco. Da allora il trio ha continuato a lavorare sulla sua proposta, integrando stili e contaminazioni provenienti da generi diversi, la cui evoluzione ha permesso di portare i Demetra Sine Die verso nuovi territori sonori.
“Post Glacial Rebound” è un capitolo molto oscuro, il più cupo tra i tre messi in musica da questi artisti: dentro di sé raccoglie una base che si pone tra il post-metal e lo sludge, non fermandosi però al semplice ripercorrere una strada già battuta. Tra i solchi del disco, infatti, fanno capolino altre anime, dal black metal alla kosmische musik. Cercando di dare forma a quanto descritto, ci troviamo di fronte ad un riffing pastoso, che strascica accordi metallici e viscosi, ora plumbei e funerei, ora più minacciosi e torvi. Ad accompagnare le chitarre una sezione ritmica che, fin dal primo album, ricopre un ruolo preminente, scandendo il tempo con un incedere ipnotico, martellante, quasi tribale. Un processo sciamanico che si sposa bene con la voce di Marco Paddeu, che spesso declama, più che cantare, i versi di “Post Glacial Rebound”.
La qualità del songwriting è buona, anche se ritorna nuovamente un tema già emerso in passato: pur con questa varierà di influenze, la scrittura appare (forse anche volutamente) troppo uniforme, rendendo più difficile la fruizione. L’ascoltatore si ritrova un po’ disorientato, circondato da un magma sonoro a cui però manca una direzione: il viaggio, dunque, che dovrebbe essere affascinante e terribile allo stesso tempo, si traduce in un’esperienza a tratti frustrante. Proprio sulla base di queste considerazioni, il brano migliore del lotto ci pare “Gravity”, ottima composizione, ben bilanciata, sfaccettata ed impreziosita anche dalla presenza di Luca Gregori dei Darkend.
Il bilancio finale, comunque, resta positivo, con la speranza che la prossima fatica possa essere quella in grado di dare finalmente compiutezza al sound dei Demetra Sine Die. Nel mentre, date loro una chance.

TRACKLIST

  1. Stanislaw Lem
  2. Birds Are Falling
  3. Lament
  4. Gravity
  5. Eternal Transmigration
  6. Liars
  7. Post Glacial Rebound
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