DEMIANS – Mute

Pubblicato il 14/08/2010 da
voto
7.0
  • Band: DEMIANS
  • Durata: 00:50:36
  • Disponibile dal: 28/06/2010
  • Etichetta: Inside Out
  • Distributore: EMI

I Demians sono quello che si suol dire una one man band, dove la mente e le mani polistrumentiste di Nicholas Chapel compongono interamente tutte le canzoni di questo progetto. “Mute” è il secondo disco ad opera della band, che nel frattempo ha ottenuto un seguito notevole dopo soltanto un disco, peraltro assolutamente fantastico. Abbiamo avuto il piacere, nel corso dei due anni che sono intercorsi tra l’uscita del debutto e questo, di vedere il francese (accompagnato da turnisti molto preparati e capaci) suonare dal vivo di spalla a gruppi come Anathema e Porcupine Tree, ed eravamo rimasti letteralmente stregati dalla capacità di riprodurre dal vivo il suono caldo e avvolgente che caratterizzava anche il disco. Questo secondo capitolo per certi aspetti ricalca le tracce di “Building An Empire”, nel senso che tutte le caratteristiche principali dello Chapel pensiero le ritroviamo pari pari anche in “Mute”: il suono è a metà tra il prog rock e l’alternative, le atmosfere eteree, rarefatte e ricche di pathos la fanno da padrone, ci affascinano e ci cullano tra melodie mai scontate o banali. Per certi altri aspetti, invece, notiamo un tentativo di sperimentazione che teoricamente sarebbe apprezzabile, ma non sempre riesce pienamente a cogliere nel segno. Rispetto al passato una delle prime cose che notiamo nei primi ascolti è una preponderanza di momenti di quiete sonora. Calandoci poi completamente nel disco notiamo canzoni di fattura ottima, come ad esempio “Feel Alive”, che aveva già avuto modo di colpirci positivamente in sede live, con la sua energia e il suo impeto con questo finale di canzone così ricco di carica emotiva da lasciarci senza fiato. Tra i brani più riusciti citiamo anche “Hesitation Waltz”, che lentamente ci introduce ad una tempestosa ed avvolgente parte conclusiva. Purtroppo in “Mute” troviamo anche qualche piccola sbavatura, è il caso dell’opener “Swing Of The Airwaves” con questo ipnotico giro di batteria (vagamente alla Tool) che pervade tutto il brano, ma che così tanto vincente in fin dei conti non è. Così come l’atmosfera orientaleggiante di “Overhead” ci sembra tutto fuorché un valore aggiunto ad una canzone che già di per sé non annoveriamo tra le migliori. Complessivamente stiamo parlado di un bel disco, maturo e ricco di personalità, non è cosa da tutti poter sfornare un suono riconoscibile sin dal primo ascolto al secondo album. Tuttavia, facendo un paragone con il predecessore, dobbiamo riconoscere che “Mute” è un gradino sotto, la scusante è che era quasi impossibile replicare una perla di bellezza come quella. 

TRACKLIST

  1. Swing Of The Airwaves
  2. Feel Alive
  3. Porcelain
  4. Black Over Gold
  5. Overhead
  6. Tidal
  7. Rainbow Ruse
  8. Hesitation Waltz
  9. Falling From The Sun
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