DEMIKHOV – The Chemical Bath

Pubblicato il 03/02/2023 da
voto
7.0
  • Band: DEMIKHOV
  • Durata: 00:37:05
  • Disponibile dal: 20/01/2023
  • Etichetta:
  • Dio Drone
  • Kontingent Records
  • Sweetohm Recordings

È una bestia assai strana questo “The Chemical Bath” dei Demikhov. Sprofondiamo nella sperimentazione più delirante, con questo trio di Desenzano del Garda, per nulla propenso a offrirci un’esperienza di ascolto dalle sembianze anche solo vagamente regolari.
Qui al secondo album, i ragazzi bresciani – coadiuvati dall’artista ambient/noise Mauro Dicicia e dalla polistrumentista americana Monika Khot – si lanciano in un ambizioso concept legato alle sperimentazioni scientifiche degli scienziati russi dei primi del ‘900, aventi ad oggetto il corpo di Lenin e il tentativo di superare la morte, di sconfiggerla, identificando in essa l’ultimo limite per l’ambizione umana.
‘Il bagno chimico’ del titolo altro non è che il tentativo di preservare il corpo del leader della Rivoluzione d’Ottobre, un tema certamente originale per una pubblicazione di questo tipo, che mette assieme post-hardcore, noise, psichedelia marcissima e un malsano gusto per il rumore e la sua indefinita espansione. Il disco ha durata limitata, circa trentasette minuti, e una struttura deviata e irregolare, diviso com’è tra grovigli di rumore, velenose stilettate hardcore, flussi di suono pungenti e indefinibili. Un incubo di feedback, chitarre nere e slabbrate che sanno di ritorsione verso qualche torto subito, voci urlate acidissime, un senso di repulsione costante e ossessivo; la testa rimbomba quando si è alle prese con “The Chemical Bath” e ben presto si viene colti da malessere, perché la violenza fisica e concettuale tracima ovunque e si fatica a carpirne pienamente il senso.
Quando la band asseconda le proprie pulsioni verso la pesantezza, scendiamo nel pantano dello sludge più tossico e compromesso, è il caso di “The Leader Is Dead And Everyone Is Grieving”, ma è un attimo che vi sia un contraltare di atmosfera, anche se questa va a terminare tragicamente in un magma che sa di colonna sonora da film dell’orrore. I Demikhov non sanno soltanto produrre rumore per portare all’esasperazione, lo sfruttano per portarci dove vogliono loro, sovraccaricando le nostre percezioni e schiudendoci le porte di un mondo di raccapriccio. Stride, si attorciglia, muore mille volte e ricompare ancora più spaventosa, la musica di “The Chemical Bath”, andando spesso a saturare gli spazi, a ingolfare le frequenze: un doom di atroce sofisticazione tecnologica, dall’anima industrial e una spietatezza immonda. Al trio piace da matti essere dispersivo, contorcersi in preda a un’ebbrezza di negatività, dando secondo noi il meglio quando si intuisce un minimo di ordine nella macelleria messa in atto. Siano le vaghe armonie mortuarie della seconda parte di “Abrikosov Formula”, oppure gli ondeggiamenti infiniti della conclusiva, lunghissima, “Mausoleum”, dedicata appunto al mausoleo che ancor oggi racchiude e celebra la salma di Lenin.
Pubblicazione per stomaci forti, essenzialmente, merita un ascolto per chi si professi amante di noise, doom, industrial nelle sue forme più corrotte, praticamente sgradevoli a meno di non essere veramente super appassionati di questo filone.

 

TRACKLIST

  1. Science! Science! Science!
  2. The Leader is Dead and Everyone is Grieving
  3. A Short Journey to the Soviet Brain Institute
  4. Abrikosov Formula
  5. The Chemical Bath
  6. Mausoleum
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