7.5
- Band: DEMIURGON
- Durata: 00:35:00
- Disponibile dal: 26/09/2025
- Etichetta:
- Transcending Obscurity
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Anche per i Demiurgon – sorta di ‘all star’ band dell’underground emiliano, con membri di Darkend, Instigate, Unbirth e Uncreation all’attivo tra le proprie fila – arriva finalmente il momento di tagliare il traguardo del terzo full-length, a sei anni di distanza dal precedente “The Oblivious Lure”.
Ancora una volta, è quindi trascorso parecchio tempo prima che il quintetto decidesse di ripresentarsi sul mercato con un nuovo lavoro (ne erano trascorsi quattro dall’esordio “Above the Unworthy” al suddetto “TOL”), ma il lungo periodo lontano dalle scene non si rivela affatto sinonimo di un ribaltamento di fronte stilistico, né tanto meno di un approccio poco lucido e disinvolto alla materia death metal.
Per chi fosse amante della frenesia applicata al genere e di un suono moderno ma non troppo, ascrivibile al periodo d’oro dell’offerta Neurotic, Unique Leader o Willowtip, i Nostri continuano infatti a rappresentare una certezza; la classica scelta vincente quando la fame di riff vorticosi e strutture elaborate impone di essere messa a tacere, con un disco come il nuovo “Miasmatic Deathless Chamber” – debutto nel roster dell’indiana Transcending Obscurity – a soddisfare in modo puntuale e appagante l’esigenza e a confermare la validità di un progetto forse meno celebrato di altre realtà tricolori, ma che a conti fatti si colloca sullo stesso piano qualitativo.
Come accennato, la formula è di quelle che puntano all’accumulo, all’intreccio di soluzioni incapaci di soffermarsi troppo a lungo su un singolo riff, rilanciando continuamente la parabola dei brani per un’esperienza che, anche a fronte di un impatto considerevole (basti sentire le cadenze groovy della title-track), non può certo essere definita ‘da headbanging’, invitando piuttosto ad una metabolizzazione graduale e attenta della tracklist.
Quest’ultima, infatti, non dura tantissimo (sette brani per trentacinque minuti di musica), ma è così colma di evoluzioni articolate e cambi di tempo vistosi da rendere arduo il compito di afferrarla di primo acchito, fattore che – ovviamente – potrà sia irretire che disorientare l’ascoltatore imbattutosi nel suo contenuto spiraliforme.
Ad ogni modo, per un orecchio allenato alle montagne russe del vecchio repertorio di Spawn of Possession, Severed Savior e Psycroptic, “Miasmatic…” è senza dubbio un ritorno in grado di non passare inosservato e convogliare brillantemente un flusso di soluzioni che altrove, in mani meno sapienti di quelle della band di Modena, verrebbe trasformato in un’insalata di riff e blast-beat, e che qui – al contrario – scorre senza dare mai l’impressione di perdere la bussola o di voler anteporre lo sfoggio tecnico alle fondamenta dei pezzi.
Un album che, per quanto fosse meno atteso di altri, riesce ugualmente ad imporsi con la forza e la meticolosità del suo linguaggio, oltre che per la cura riposta nel suo confezionamento, dalla resa sonora all’artwork, coincidendo – complici episodi del calibro di “Worldwide Grave” e “Apoptosi” – con un altro punto messo a segno dai Demiurgon in carriera.
