DEMON HEAD – Hellfire Ocean Void

Pubblicato il 12/05/2019 da
voto
7.5
  • Band: DEMON HEAD
  • Durata: 00:39:56
  • Disponibile dal: 22/02/2019
  • Etichetta: Svart Records
  • Distributore: Audioglobe

Scrutare nell’oscurità facendosi forti di un velo di malinconia, raccontarla divagando sornioni fra melodie squillanti e una calma tremebonda, immergersi pienamente nelle tenebre assaporandone i misteri senza farsene annichilire; è questa l’idea dei Demon Head, che arrivati al terzo album hanno tutte le carte in regola per uscire dalla penombra underground e dare risalto a un discorso musicale molto sfruttato di recente, ma ancora gravido di spunti intriganti. La scuola di pensiero è trasversale e guarda a tutti coloro che dagli anni ’70 fino all’immediato ieri hanno interpretato il doom e l’heavy metal sotto una luce tenebrosa ma poetica, atmosferica, incline a evocare minacce senza stritolare in turpi atrocità. L’alone gotico e tambureggiamenti presi in prestito dal post-punk fanno bella mostra di sé, facendo accostare l’operato del combo danese a quello degli ultimi Tribulation e degli In Solitude di “Sister”; oppure, su un versante rivolto all’hard rock, ecco un possibile paragone con una realtà di altra estrazione come i Grave Pleasures. Andando più indietro nel tempo, vengono in mentre le correnti occulte del primo heavy metal inglese e abbiamo quindi sugli scudi Angel Witch e Demon, con una spruzzata di doom di scuola Pentagram.
Architrave dell’opera è l’interazione delle chitarre, che propende per registri melodici sinuosi e avvolgenti, in cui l’oscurità si spande in uno strato sottile, velo delicato che incute timore, un tremore diffuso che non sfocia però in brutale terrore. Arpeggi si sommano a intrecci cristallini, con la solista bene in evidenza, protagonista di arie intrise di sentimento, pathos, un pizzico di folk e un forte tocco hard rock a stemperare i passaggi più irruenti. Si tengono in equilibrio fra ardori metallici e un coinvolgimento rassicurante i Demon Head, aggrappati al baritonale spettrale del proprio singer, sospinti da un basso incalzante di estrazione dark rock. Incentrato sugli schemi del gothic rock è proprio l’incalzare di basso e chitarre, all’unisono, in cavalcate palpitanti, infiorettate di tanti piccole variazioni armoniche. Ogni canzone magnetizza le attenzioni con riff eleganti di grande impatto e si dispiega enfatica, misurata nei toni, come se la band suonasse sola in un’enorme, splendida, sala, illuminata soltanto dalla luce di candelabri o simboli fiammeggianti come quello raffigurato sulla copertina del disco. “In The Hour Of The Wolf” e “Strange Eggs” i pezzi fondamentali per comprendere il talento di questi ragazzi, songwriter competenti che sanno attingere dal bacino dell’heavy metal orrorifico per modellare un suono di propria elaborazione. C’è della vera magia in “Hellfire Ocean Void” e non merita di essere ignorata.

TRACKLIST

  1. Rumours
  2. The Night Is Yours
  3. A Flaming Sea
  4. In The Hour Of The Wolf
  5. Labyrinth
  6. Strange Eggs
  7. Death's Solitude
  8. Mercury And Sulphur
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