DEMONIC RESURRECTION – The Return to Darkness

Pubblicato il 09/10/2010 da
voto
6.5
  • Band: DEMONIC RESURRECTION
  • Durata: 01:04:08
  • Disponibile dal: 12/07/2010
  • Etichetta:
  • Candlelight
  • Distributore: Audioglobe

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Terzo album per gli indiani Demonic Resurrection, arrivati nel giro di dieci anni dalla loro formazione sotto le ali protettrici della Candlelight: che l’India non sia un paese avvezzo al metal lo sanno anche i sassi ma ultimamente, grazie anche a prodotti come “Global Metal” di Samm Dunn e l’esplosione di una nuova corrente orientale alimentata dal successo di band come Orphaned Land, molte band delle “terre dimenticate” stanno riscuotendo (in parte a ragione) il giusto interesse da parte della comunità metal internazionale. “The Return To Darkness” è un lavoro che straripa di contenuti dall’alto della sua ora e passa di durata e dalla moltitudine di influenze racchiuse nelle dieci tracce del lavoro: partiti come band progressive, i Demonic Resurrection hanno allargato i propri orizzonti musicali incattivendo il suono ed aggiungendo elementi death e black sinfonico che appaiono quanto mai evidenti nell’ultima fatica del combo di Mumbai. Sin dall’apripista “Where Dreams And Darkness Unite” appaiono chiare le influenze che legano la band indiana a formazioni come Children Of Bodom per quanto riguarda il riffing e le parti soliste e i Dimmu Borgir per quelle sinfoniche: fortunatamente durante l’ascolto dell’intera opera la sensazione di già sentito va affievolendosi dando dimostrazione delle buone capacità compositive del combo. “The Return To Darkness” contiene in ugual misura elementi melodici contrapposti ad altri più energici, ma che non sconfinano mai in lidi di violenza estrema: tracce come “The Unrelenting Surge Of Vengeance” e “Bound By Blood, Fire And Stone” rappresentano il lato più accessibile ed immediato della formazione, con riff trascinanti continuamente rimessi in discussione dai frequenti break e ripartenze e da assoli melodici ben eseguiti ma talvolta eccessivamente stucchevoli. La lunga suite “Lord of Pestilence” risulta vincente soprattutto nella prima parte, calda ed avvolgente nella suadente interpretazione canora di Sahil e carica di momenti esaltanti nei sui undici e passa minuti di durata: compatta la prestazione della band, tecnicamente preparata in ogni reparto partendo dalla coppia di asce Makhija/Rego, primedonne della formazione, senza dimenticarsi dell’ottimo gusto melodico espresso dalle parti sinfoniche del tastierista Jetesh “Mephisto” Menon. In brani come l’apripista “Where Dreams and Darkness Unite”, “A Tragedy Befallen”, e “Lord Of Pestilence” fanno la loro comparsa anche parti di cantato pulito sempre ben interpretate da Sahil “The Demonstealer” Makhija, abile a variare il proprio registro vocale e a dare un po’ di colore al growl che infarcisce la quasi totalità dei brani: buona la qualità generale dei brani, anche se ogni tanto qualche assolo un po’ gratuito o qualche riff che puzza di già sentito fa capolino senza fortunatamente inficiare in maniera troppo negativa l’andamento delle composizioni. “The Return To Darkness” è un album di valore, tecnicamente inattaccabile, che ha l’unico neo di non dimostrare pienamente la personalità della formazione, offuscata in più di un’occasione da alcuni dei gruppi da cui chiaramente la band ha tratto ispirazione: sarebbe comunque un peccato ignorare un lavoro di tale portata, carico di ottime intenzioni e godibile, seppur con la consapevolezza di dedicare tempo e pazienza all’assimilazione di un lavoro di dimensioni ragguardevoli. Se ancora non dovesse bastarvi, aggiungete al conto l’apocalittico artwork che porta la firma di Michal ‘Xaay’ Loranc, artista che ha firmato la copertina dell’acclamato “Those Whom the Gods Detest” dei Nile. Consigliati.

TRACKLIST

  1. Between Infinity and Oblivion
  2. Where Dreams and Darkness Unite
  3. The Warriors Return
  4. A Tragedy Befallen
  5. The Unrelenting Surge Of Vengeance
  6. Bound by Blood, Fire and Stone
  7. Lord of Pestilence
  8. Dismembering the Fallen
  9. The Final Stand
  10. Omega,I
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