7.5
- Band: DENOMINATE
- Durata: 00:46:12
- Disponibile dal: 09/01/2026
- Etichetta:
- Dusktone
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Nati nel 2009 come Encrypted, nome che hanno dovuto cambiare sei anni più tardi per motivi legali, i finlandesi Denominate hanno prodotto fino ad ora il buon EP d’esordio “Realms Of Confusion” e due album, “Those Who Beheld The End” del 2016 e “Isochron” del 2020, evidenziando un’evoluzione continua nella ricerca di una formula personale.
Un’altra lunga pausa ed il quintetto, la cui formazione è rimasta invariata fin dalla sua fondazione, giunge alla pubblicazione del terzo disco, “Restoration”, prima uscita per la Duskstone, che conferma un’ulteriore crescita a livello compositivo ed esecutivo.
Quello degli scandinavi è un progressive death metal che riesce a bilanciare in modo ottimale una tecnica strumentale sopra la media con l’impatto che lo stile musicale richiede, per una manciata di pezzi mediamente lunghi ed articolati che, pur avendo solidi punti di riferimento nel passato e nel presente, non difettano in quanto a personalità: per inquadrare la proposta, si può far rientrare i Denominate in quel filone di band quali Rivers Of Nihil e Black Crown Initiate o, andando più indietro nel tempo, Ne Obliviscaris, che tentano di fornire un’interpretazione moderna del genere attraverso l’introduzione di elementi esterni.
I passaggi più brutali sono compensati da momenti atmosferici, con diverse escursioni in territori melodici ed un utilizzo marcato della voce pulita accanto al growl: una miscela che funziona soprattutto quando il quintetto decide di rischiare e, anche se l’intensità rimane alta pure in quel paio di episodi più canonici, l’apice si raggiunge con il mood doom/death metal di “The Cistern”, gli arpeggi acustici di “Restoration”, il riffing alla Gojira di “The Loathe Process” e le trame elaborate di “Liminal”, impreziosita da un fraseggio flamenco che ricorda il lavoro di Jeff Loomis dei Nevermore in “Deconstruction”.
La crescita dei Denominate è evidente e con “Restoration” i nordici mettono in mostra non solo un bagaglio tecnico importante ma anche una maturità che si comprende da una composizione meticolosa, dalla cura dei dettagli e da una produzione appropriata: l’impressione è che sia rimasto del potenziale inespresso e un margine di miglioramento in grado di portare ancora più lontano.
