DEPHOSPHORUS – Ravenous Solemnity

Pubblicato il 25/02/2014 da
voto
8.0
  • Band: DEPHOSPHORUS
  • Durata: 00:42:09
  • Disponibile dal: 10/02/2014
  • Etichetta:
  • 7 Degrees Records

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E’ un mondo brutale, spietato e soffocante quello dei greci Dephosphorus, una band dal talento incredibile che in soli tre album ha saputo bruciare ogni tappa bruciabile, salendo inesorabilmente e in maniera implacabile la china dell’olimpo del miglior grindcore evoluto europeo. Con “Ravenous Solemnity” l’annichilente compagine greca ha centrato il suo sommo obiettivo in tempi irrisori: ha disarcionato e detronizzato tutti dal gradino più alto del podio dell’avant-grind mondiale e si è imposta come unica realtà dotata dei mezzi e della visione giusta per traghettare il grind nel futuro. Ciò che stupisce del combo ellenico è la disperazione cieca e abietta che ne permea la musica, l’oscurità perenne e implacabile che ne avvolge l’impianto sonoro tutto, e la totale mancanza di alcuna luce o alcuna speranza nella  loro estetica abominevole e incompromissoria. Mazzata implacabile dopo mazzata implacabile, bastonata dopo bastonata, detonazione di rabbia dopo detonazione di rabbia, con “Ravenous Solemnity” i Dephosphorus ci svelano piano piano un lavoro straziante che ha saputo tessere in maniera imprescindibile le trame del grind, del black metal, del death metal, e del post-hardcore in maniera esaltante ed esemplare, e che nel complesso, in ogni suo comparto, risulta essere inarrestabile, inscalfibile e invincibile in tutto. Troppo geniale il sound dei Nostri per essere rivaleggiato o eguagliato. Siamo infatti in un totale inferno sonoro che vive tanto di  noise rock, quanto di doom, che di black metal che di punk; qualcosa di mostruoso e surreale che sta a metà strada tra i The Body, i Mayhem di “Deathcrush”, i Deathspell Omega, i My Bloody Valentine, i Flourishing e i Die Kreuzen. Come anche troppo devastante e implacabile è l’esecuzione dei brani mostrata dai Nostri,  i quali si lasciano dietro, uno di fila all’altro, una scia di distruzione immane e la cui intensità abbiamo potuto vedere in azione solo per mano di band come i Nasum e i Discordance Axis. Tutto del lavoro lascia basiti e pietrificati  tanto questo si svela dinnanzi a noi con una severità d’intenti spaventosa. Le canzoni  scorrono via con fare deflagrante, come sciami di coltellate sferrate in piena faccia da centinaia di mani invisibili, e la lacerazione e distruzione che la band si lascia dietro ammutoliscono. Tutto del lavoro strabilia per l’oscurità e la desolazione veicolata, la creatività e la potenza mostrata in ogni singolo riff, e la natura surreale delle dissonanze sinistre e avvilenti create dalle voci claustrofobiche di Panos Agoros e dal lavoro di chitarra geniale e squassante di Thanos Mantas. Dal suono, dunque, al songwriting, alle capacità tecniche, all’intensità nell’esecuzione, alla visione e all’estetica artistica tutta, tutto dei Dephosphorus ammutolisce per quanto la loro musica fa male e ispira allo stesso tempo, e “Ravenous Solemnity” non è altro che il manifesto inappuntabile del totale stato di grazia e predominio che la band sta vivendo in questo momento, e del genio che la caratterizza. Bomba t-o-t-a-l-e.

TRACKLIST

  1. 1.
  2. Reversed Into Contraction
  3. There Is A Color
  4. Ancient Drone
  5. Dark On Dark
  6. Astrocyte Portal
  7. Storming The Sloan Wall
  8. False Vacuum
  9. Ravenous Solemnity
  10. Towards The Cold, Mysterious Infinity
  11. Hammer Of Logic
  12. A Fountain Of Daggers
  13. Buried Alive In Obsolescence
  14. Glorification Of The Anti-Life Equation
  15. Vicious Infinite Regress
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