6.0
- Band: DESECRESY
- Durata: 00:42:06
- Disponibile dal: 15/04/2014
- Etichetta:
- Xtreem Music
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Ci domandammo, un paio d’anni orsono, come sarebbe proseguito il percorso artistico dei finlandesi Desecresy: ebbene, la risposta è arrivata ed evidenzia una differente connotazione del loro death metal atmosferico, che si fa più diretto; dal punto di vista quantitativo si ravvisa – in effetti – una contrazione della durata media delle composizioni, che scende intorno ai tre minuti, comportando un impatto subitaneo anche se un tantino meno ragionato… evidentemente i Desecresy hanno sentito il bisogno di maggior concisione. Cambia anche l’aspetto qualitativo della composizione, dal momento che le canzoni girano tutte intorno ad un unico riff portante, che viene poi affiancato da variazioni e quant’altro, senza mai stravolgere troppo il tema principale: se per taluni ascoltatori tutto ciò può rappresentare un pregio, per altri questo potrebbe rappresentare un problema; ci limiteremo a dire che una filosofia così differente conduce ad un ascolto ancor più monolitico che in passato e questo, nel nostro caso, conduce a dinamiche meno vive ed efficienti (con l’aggravante che tra i quattordici pezzi dell’album alcuni risultano un po’ troppo simili tra loro). Non viene dunque confermata la progressione qualitativa del songwriting, anche se il gusto per il riff rimane sostanzialmente invariato, incarnando il lato forte dell’album: il passo greve della prima canzone, le sovrapposizioni chitarristiche di “The Eye Of Death” e le accelerazioni di “Celestial Intoxication” assieme alla cavalcata “Travellers Of Forbidden Planes” e le atmosfere di una “Waters Of Neptune” hanno la capacità di ravvivare letteralmente l’ascolto. Concludendo, rimane l’impressione che quanti finora li abbiano apprezzati continueranno a farlo senza difficoltà (e potranno aggiungere mezzo punto al voto), mentre a coloro che sarebbero interessati a conoscerli consigliamo l’ascolto di “The Doom Skeptron”, dove troverete il primo – e più valido – capitolo di “Sons Of The Burning God II”.
