7.0
- Band: DESECRESY
- Durata: 00:42:46
- Disponibile dal: 21/05/2026
- Etichetta:
- Xtreem Music
Con “The Secret of Death”, i Desecresy tornano con l’ennesimo full-length di un percorso ormai lungo e non sempre lineare, ma che oggi sembra aver trovato una propria stabilità. Il progetto del polistrumentista Tommi Grönqvist, dopo gli esordi segnati da una produzione abbondante e talvolta dispersiva – spesso penalizzata da un suono un po’ troppo ‘casalingo’ e da idee non sempre pienamente a fuoco – appare qui finalmente centrato, con un’identità più nitida e una direzione riconoscibile.
La formula è ormai definita: un death metal prevalentemente cadenzato, costruito su riff portanti solidi e immediatamente riconducibili a una certa tradizione, con echi evidenti di Bolt Thrower e Demigod. Tuttavia, fermarsi a questo significherebbe cogliere solo una parte del quadro. Su queste strutture robuste, Grönqvist innesta infatti un lavoro melodico sempre più consapevole, fatto di linee fredde, quasi glaciali, e di aperture atmosferiche che spostano il baricentro del disco verso territori più sfumati e avvolgenti. Sono proprio i passaggi più rarefatti a rappresentare il vero punto di forza del lavoro: qui l’ispirazione emerge con maggiore evidenza e i Desecresy riescono a smarcarsi da modelli ingombranti, evitando di rimanere intrappolati in un tradizionalismo che, altrove, è già stato esplorato con risultati più incisivi. In queste sezioni, il suono si dilata, si fa quasi ipnotico, e quell’ossatura marziale tipica di un certo tipo di death metal viene trasfigurata in qualcosa di più distante, quasi siderale, come se il conflitto evocato dai riff venisse osservato da una prospettiva più fredda e distaccata.
Anche la produzione contribuisce in modo decisivo alla riuscita complessiva: più piena, più equilibrata, capace di dare il giusto risalto ai rallentamenti death-doom, che qui acquistano un peso specifico notevole senza risultare eccessivamente gravosi. La resa sonora valorizza le dinamiche interne ai brani e permette alle componenti atmosferiche di emergere con maggiore chiarezza. Dal canto suo, la tracklist, nel suo insieme, si dimostra solida e ben strutturata: permangono alcune accelerazioni non del tutto centrate, episodi che sembrano spezzare leggermente il flusso invece di rafforzarlo, ma si tratta di dettagli che non compromettono la tenuta generale del disco. Quando invece i Desecresy si muovono su registri più controllati, il risultato è decisamente convincente: si percepisce un senso di misura, una gestione attenta delle tensioni e, soprattutto, una vena melodica che appunto riesce a dare profondità a strutture che sulle prime potrebbero apparire canoniche.
In definitiva, “The Secret of Death” rappresenta uno dei punti più alti raggiunti finora dal progetto finlandese. Non tanto per un’ipotetica originalità di fondo, quanto per la capacità, finalmente pienamente realizzata, di rielaborare un linguaggio noto in una forma tutto sommato suggestiva.
