DESOLATE SHRINE – The Sanctum of Human Darkness

Pubblicato il 10/01/2013 da
voto
7.0
  • Band: DESOLATE SHRINE
  • Durata: 00:54:47
  • Disponibile dal: 15/12/2012
  • Etichetta:
  • Dark Descent

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Il death metal finlandese sembra la nuova frontiera del death. Di quel death metal che non volta le spalle alla tradizione, ma che allo stesso tempo ha lo sguardo volto avanti, al futuro, alla innovazione, all’emancipazione da tutte quelle regole e cliché che stanno attanagliando nel Vecchio Continente e oltreoceano il death metal nella morsa della stagnazione e della ridondanza. Dopo i Maveth ecco dunque arrivare il turno dei Desolate Shrine, combo finlandese che con “The Sanctum Of Human Darkness” arriva all’importantissimo traguardo del secondo album, e lo fa in sicurezza totale, mostrando confidenza, idee chiare e un corollario di influenze e ispirazioni che sembrano arrivare solo dai lidi migliori del death metal che conta e che ha saputo rinnovarsi e progredire. “The Sanctum Of Human Darkness” è un disco criptico, oscuro e introverso che vive di una intelligentissima ambiguità di fondo, ma che non ha rinnegato in nulla la tradizione, anzi, cavalcandola come un cavallo da battaglia. Nessuna delle sue parti è ovvia, pur basandosi su rimandi continui alle lezioni passate, bensì sfuggente, ambigua e a tratti anche liquefatta e decadente, e soprattutto mai banale. Si parte ovviamente dalla scuola di Stoccolma, con un impianto death groovy e doomy di inconfondibile discendenza Nihilist/Entombed. Il “buzzsaw” che domina le chitarre è inconfondibile e non abbandona mai il disco, neanche per un secondo, ma è altresì calato in vesti del tutto inedite, e sospinto da delle ritmiche tutt’altro che sostenute, ma al contrario comatose, tracimanti, completamente depresse e abbattute. Nel suono dei Desolate Shrine serpeggia infatti il seme inconfondibile e implacabile del depressive black metal e del doom metal nordico più irreparabilmente negativo che si possa concepire. Ed è qui che accanto all’impianto prevalentemente entombediano della musica dei Nostri vengono accostate dunque massicce inondazioni di primi Shining, maree soniche prese in prestito direttamente dai soliti Immolation e Incantation, e finendo poi anche per evocare le stramberie e le dissonanze dei loro conterranei Beherit. C’è una punta costante di derivatività che pervade l’intero lavoro, ma crediamo anche che in opere così fiere e indicative della tradizione sia inevitabile che i rimandi siano costanti e insistenti, e nella peggiore delle ipotesi comunque le allusioni non infastidiscono affatto, ma anzi non fanno altro che ricordarci che questi ragazzi la materia, e la lezione dei maestri sacri, non solo la hanno imparata in maniera impeccabile, ma la hanno anche interiorizzata e metabolizzata in una metamorfosi del death old school scandinavo tutta loro. Insomma, quello dei Desolate Shrine è un quadro affatto accomodante, piuttosto gelido, obliquo, dissonante e atrocemente depresso, ma la band lo ha pennellato con gusto, con tatto, con perizia e con una ispirazione innegabile che ha perfezionato il songwriting in maniera impeccabile.

TRACKLIST

  1. Corridor: Human Alta
  2. Plane of Awake: Dreams over Angel-Serpent Tower
  3. Pillars of Salvation: The Drowned Prince
  4. Lair of Wolf & 1000 Lions: Nine Forgotten Names
  5. Old Man's Visit
  6. The Chalice of Flesh and Bone: The Eminence of Chaos
  7. Demon Heart: The Desolate One
  8. Funeral Chamber: Sacred Ceremonial Light
1 commento
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