DESOLATOR – Sermon of Apathy

Pubblicato il 02/09/2020 da
voto
7.0
  • Band: DESOLATOR
  • Durata: 00:40:47
  • Disponibile dal: 04/09/2020
  • Etichetta:
  • Black Lion Records

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Dopo esordi devoti a trame death metal tutto sommato tradizionali, da cui emergeva in maniera piuttosto lampante il solito background svedese, i Desolator hanno deciso di reinventarsi almeno in parte, spostando il tiro verso sonorità più cupe e avvolgenti che poco hanno in comune con la vecchia scuola di Stoccolma. Un tempo un gruppo timido, incerto sulla direzione da prendere, il quartetto, a partire dall’interessante EP “Spawn of Misanthropy”, ha deciso di scomporre il proprio standard compositivo e di rimetterlo insieme filtrandolo attraverso nuove influenze e un’indole più ostile e velenosa.
I brani del nuovo full-length “Sermon of Apathy” risultano quindi caratterizzati da una maggiore intensità nella scrittura e nell’interpretazione: le strutture svelano un’enfasi e delle velleità drammatiche sinora inedite per la formazione, mentre il lavoro di chitarra mette regolarmente in primo piano soluzioni care a Morbid Angel e Immolation, lasciando definitivamente da parte i soliti riferimenti swedish. La tracklist appare dunque densa, giocata su tracce estese ed elaborate che si sviluppano a volte in modo inatteso, prima di esplodere come luce accecante in midtempo groovy e serrati.
Attraverso il disco, è indubbiamente rinfrescante poter assistere a interazioni ed alternanze tra riff spigolosi e arpeggi dal mood crepuscolare: con il passare dei minuti si fa più lampante la sensazione che i Desolator si siano effettivamente sforzati di avviare la ricerca per un loro stile, partendo da un melting-pot di influenze e sfumature più ampio ed evitando di ricorrere a formule ormai decisamente trite. I ragazzi non sono certo la prima band svedese a prendere ispirazione da certa scuola americana, ma, a differenza di una realtà come gli Aeon, il sound qui si distende spesso e volentieri su trame più atmosferiche che mostrano interessanti potenzialità espressive. Del resto, alcuni membri del gruppo militano anche nei doom-death metaller Soliloquium e questa loro indole riflessiva sembra farsi largo in più di un episodio di “Sermon of Apathy”. Da segnalare, infine, la presenza di Karl Sanders dei Nile, responsabile di un assolo di chitarra nella lunga “The Great Law of the Dead”, suite di quasi nove minuti che chiude un album tutto sommato inaspettato. Brani come “Portal Tomb” e “The Human Condition” fanno ben sperare per il futuro della carriera dei Desolator.

TRACKLIST

  1. Portal Tomb
  2. dversarial Doctrine
  3. Creatures of Habit
  4. Methods of Self-Deception
  5. The Human Condition
  6. Vaticide
  7. The Great Law of the Dead
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