7.5
- Band: DESOLUS
- Durata: 00:36:02
- Disponibile dal: 15/05/2026
- Etichetta:
- Hells Headbangers
Due anni fa, gli americani Desolus hanno fatto il loro esordio sulla lunga distanza con una palese e ruvida dichiarazione d’amore nei confronti del thrash metal d’annata. Sodom, Kreator, Slayer (i primi Slayer): questi i tre punti di riferimento di “System Shock”, agglomerato di crudezza e follia, imperniato sulla scarica infinita di riff, ritmiche serrate e una voce, quella del frontman e chitarrista Jimmy Frost, calibrata sulle frequenze teutoniche di Schmier, ulteriormente sgraziata nelle parti più acute. Avevamo promosso i nostri, pur notando pochi sforzi creativi, auspicando un pizzico di coraggio in più in vista delle prossime release.
Oggi, grazie al nuovo “Dwellers Of The Twilight Void”, abbiamo la possibilità di tastare il polso della band statunitense e capire se l’audacia richiesta ha trovato o meno una sua realizzazione.
Che qualcosa sia cambiato in seno alla formazione di Washington D.C. si può ben intuire guardando semplicemente la dimensione attuale della line-up: il perentorio power trio ha infatti lasciato il posto ad un più letale, in questo caso, quartetto: nello specifico, Travis Stone (già chitarrista live dei Cavalera Conspiracy) ha mollato il seggiolino della batteria per imbracciare la sei corde, lasciando il posto dietro le pelli a Bileh Dougsiyeh, nativo del Gibuti.
Il risultato di questo potenziamento numerico è sfociato in un qualcosa di ancor più ferale: la prevedibile ipotesi di un disco in qualche modo più quadrato, è stata soppiantata da un’estremizzazione supplementare, aggravando quanto prodotto nel primo lavoro.
Le devote lezioni imparate a menadito degli Slayer (omaggiati in questa sede da una discreta versione di “Show No Mercy”) sono state infatti modellate verso il basso, chiamando in causa nomi quali Merciless, Massacra e Sadus, increspando i ritagli melodici in favore di lancinanti riff, inseguiti dai continui tupa-tupa, sui quali il latrato deforme di Frost ha morsicato le proprie invettive, spostando il tiro verso assalti più vicino alla matrice black.
Poderosa la prima cinquina di brani: dall’intro in perfetto stile film horror anni ’80 alla rognosa “Threading the Atom”, i Desolus dimostrano di sapere come spingere all’infinito senza perdere mai il controllo, aggiungendo nauseabondi assoli e graziosi midtempo, con “The Pact (Sealed in Blood)” a ricoprire il ruolo di pezzo portante e dall’impatto più vigoroso.
Da par suo, il ruggito nervoso di “Woman Of Infernal Beauty” nasconde elementi heavy, surclassati dall’aggressione sonora esplosa dai quattro musicisti, come in preda ad autentiche schegge di follia: esso costituisce anche l’ultimo vero tassello impattante di “Dwellers Of The Twilight Void” in quanto i rimanenti episodi, pur garantendo il medesimo tasso di truculenta mattia, non aggiungono ulteriori spunti di interesse, azzoppando leggermente la resa complessiva del lavoro.
Ciò che conta però, come sottolineato nei nostri commenti alla prima loro uscita, è la presa di responsabilità, o più semplicemente la voglia di andare oltre, manifestata dalla band americana, abile ad indiavolare i tratti della vecchia scuola, donandole ancor più vigore e crudezza – e non possiamo che plaudirne comunque il buon risultato, in attesa – speriamo – del definitivo salto di qualità.
