DESPITE EXILE – Relics

Pubblicato il 05/12/2017 da
voto
8.0
  • Band: DESPITE EXILE
  • Durata: 00:41:15
  • Disponibile dal: 17/11/2017
  • Etichetta: Lifeforce Records
  • Distributore: Audioglobe

Qui a Metalitalia.com seguiamo i Despite Exile dagli albori, da quando ancora la band friulana muoveva i primi piccoli passi all’interno del panorama underground italico. I ragazzi hanno sempre dato prova di una perizia ed una dedizione fuori dal comune, regalandoci lavori incredibilmente curati e personali, dimostrando di non essere assolutamente una band improvvisata alla bell’e meglio, e quanto il credere seriamente in ciò che si fa possa davvero portarti lontano. Dalle atmosfere claustrofobiche e asettiche del primo “Sentience”, passando per il recente e più misurato EP “Disperse” di strada ne è stata fatta parecchia, ed il quintetto oggi sembra aver finalmente raggiunto la tanto agognata maturità artistica. L’artwork splendidamente curato ed i testi ci danno immediato sentore delle tematiche di questo lavoro, ovvero una sorta di disquisizione sulla rovina dell’umanità, in un mondo guidato dall’apatia e dalla apparente futilità delle cose, ed in questo scenario di totale disperazione, l’essere umano si riduce ad un relitto, un’ombra di ciò che era un tempo, creando una sorta di eco di un presente asfissiante, dal quale sembra sempre più ostico trovare una via d’uscita. L’atmosfera che si respira nel corso di queste undici tracce è fredda e asettica, serrata e caustica, e la proposta musicale dei ragazzi di Udine, costruita su di un’impalcatura di technical death sporcato di core qua e là, riesce a veicolare magistralmente in musica il dolore e la sopraffazione declinato all’interno dei testi. Le strutture ritmiche sono, come da tradizione, sempre isteriche e mutevoli, ed in questo ultimo capitolo della discografia dei friulani ci ha decisamente lasciato a bocca aperta il lavoro dietro le pelli del giovane Simone Cestari, molto dinamico e sempre preciso senza risultare artefatto, coadiuvato dai colleghi di brigata Giacomo, Carlo e Giovanni, i quali riescono nell’impresa di modellare un sound davvero omicida, che ti prenda alla gola e non ti lascia andare fino alle fine, caratterizzato da un eccellente guitar work, armonico e affilato. Il capitano Durisotti, d’altro canto, sta continuando il suo progressivo affrancamento dallo spettro di Phil Bozeman, andando a dimostrare uno stile adesso ben più personale in questo “Relics”, sembra gutturale e oscuro, ma stavolta lo notiamo spaziare anche su registri più alti, il che regala un dinamismo ben maggiore al platter. Nel corso di questa ultima opera troviamo forse l’acme compositivo del quintetto, in ogni episodio, ma che si può riscontrare in maniera lampante in canzoni quali il singolo “Deviant”, granitica e immediata, la disperata e avvolgente “Death Drive”, oppure sul lato b, la magistrale “Of Imaginary Shipwrecks”, dove assistiamo ad una minisuite di puro deathcore melodico dal sapore squisitamente malinconico e lacrimoso, con ritmiche al fulmicotone e arpeggi dal gusto fortemente nordeuropeo, e la successiva “Submerge”, il cui arpeggio iniziale ricorda molto la colonna sonora di Terminator 2 di James Cameron, che si sviluppa lentamente per poi esplodere in un tripudio di violenza controllata, trasportando il fortunato ascoltatore in un mondo a se stante. Terzo centro consecutivo per il combo di Udine, che adesso è finalmente pronto per il definitivo salto nella lega dei pesi massimi, avendo dimostrato quanto ormai possa decisamente competere ad armi pari con le band più blasonate della scena. Il nostro consiglio di tenerli d’occhio sembra essersi rivelato motivato, a conti fatti.

TRACKLIST

  1. Ghost Vessel: Adrift
  2. Absent Foundation
  3. Introspector
  4. Deviant
  5. Relics
  6. Into The Gyres
  7. Death Drive
  8. Ghost Vessel: Swerve
  9. Of Imaginary Shipwrecks
  10. Submerge
  11. Ephemeral
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