DESPONDENCY – Matriphagy

Pubblicato il 15/06/2024 da
voto
7.5
  • Band: DESPONDENCY
  • Durata: 00:33:25
  • Disponibile dal: 27/05/2024
  • Etichetta:
  • New Standard Elite

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Nel panorama death metal europeo, i Despondency rappresentano ormai una delle formazioni più longeve, nonostante un temporaneo scioglimento e una discografia a dir poco frammentata. Nati nel 1999, i tedeschi hanno subito catturato l’attenzione degli appassionati del genere con il loro debut album “God on Acid”, un’opera che molti considerano un vero e proprio culto nel filone più brutale del death metal, con riferimenti chiari a band storiche come Suffocation e Pyrexia e un’interpretazione estremamente solida e competente. Il secondo album “Revelation IV”, uscito solamente nel 2009, ha invece portato con sé qualche cambiamento, mostrando un lieve aggiornamento del sound, il quale in certi punti inglobava elementi di tendenza di quel periodo, come i pig squeal e derive slam più pronunciate.
Dopo un lungo silenzio discografico, derivante anche dal suddetto scioglimento tra il 2010 e il 2015 e interrotto solo dall’EP “Excruciating Metamorphosis” del 2019, i Despondency ritornano ora con “Matriphagy”, un album che rappresenta un ulteriore passo avanti nella loro evoluzione musicale. Rispetto ai lavori precedenti, il disco si presenta come un’opera ancora più tecnica e articolata, caratterizzata da tesissimi avvitamenti strumentali e da un approccio esecutivo funambolico, cosa che avvicina stilisticamente il materiale ai connazionali Defeated Sanity. Non è un caso, considerando che le due band si sono spesso supportate e influenzate a vicenda nel corso delle loro carriere.
Una delle caratteristiche più evidenti di “Matriphagy” è dunque il suo tecnicismo. I ‘nuovi’ Despondency dimostrano una padronanza strumentale eccezionale, frutto anche dei cambi di line-up che hanno interessato la formazione negli ultimi anni. La sezione ritmica rinnovata, che esordisce proprio su questo disco, si dimostra all’altezza delle aspettative, contribuendo a rendere l’album un vero e proprio tour de force a livello di cambi di tempo e registro. Soprattutto la batteria si distingue per la precisione chirurgica e la varietà dei pattern, elementi che si fondono perfettamente con il ‘circo’ delle chitarre, il cui tratto appare spesso situato a metà tra badilata in faccia e tocco elegante.
Il songwriting di “Matriphagy” in questo senso appare solido e ricercato, anche se può risultare difficile da assimilare alle prime battute. Un po’ come per “Psalms of the Moribund”, “Parallels of Infinite Torture” o “…and Time Begins”, tutti dischi molto densi e spigolosi, la ‘chiave’ sta nell’ascolto attento e ripetuto: dopo qualche fruizione emergono infatti soluzioni tanto ardite quanto accattivanti, che evidenziano una cura maniacale per i dettagli, soprattutto negli slittamenti da mid a uptempo, e una capacità di costruire brani strutturalmente complessi ma coerenti. In questo senso, Konstantin Lühring e compagni spesso riescono, come gli amici Defeated Sanity, a creare un equilibrio tra tecnicismo e brutalità, non arrivando magari al confezionamento di autentiche hit, ma evitando al contempo di cadere nella trappola del mero virtuosismo fine a se stesso.
Il risultato è un album che appunto richiede un ascolto paziente, ma che sa ricompensare con momenti di grande ingegno all’interno di un filone sì codificato, ma che ancora sa risultare accattivante quando interpretato con la giusta dose di citazionismo ‘colto’ e con una padronanza degna di questo nome.

TRACKLIST

  1. Radical Global Extermination
  2. Matriphagy
  3. Deceptive Calm
  4. Profound Rejection
  5. Perpetual Aftermath
  6. Image of the Ungodly
  7. Drowned by the Weight of His Crown
  8. Odious Rapture
  9. Inherited Animosity
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