DESTRUCTION – Under Attack

Pubblicato il 20/05/2016 da
voto
6.5
  • Band: DESTRUCTION
  • Durata: 00:53:50
  • Disponibile dal: 13/05/2016
  • Etichetta: Nuclear Blast
  • Distributore: Warner Bros

Com’è “Under Attack”? Semplice, è il nuovo album dei Destruction. La recensione potrebbe finire qua, sul serio. Perché se nell’anno di grazia 2001 il temibile trio capitanato da Schmier se ne usciva con la bomba nucleare “The Antichrist”, nei dischi successivi non è riuscito a dare altrettanto slancio alla propria musica, accontentandosi di riproporre il proprio canovaccio di ritmi quadrati, urla acide, riff semplici e taglienti, in salse diverse ma sempre legate da un marchio di fabbrica fin troppo riconoscibile. I Nostri sono sempre stati bene attenti a dare in pasto ai fan prodotti curati, ben confezionati nel suono e fedeli alla linea del thrash spezza-collo ‘alla tedesca’ che hanno contribuito a creare oramai oltre trent’anni fa. Col tempo, la freschezza delle opere prime e l’impatto deflagrante del secondo full-length post-reunion sono andate affievolendosi, creando nei confronti dei thrasher teutonici un crescente effetto di assuefazione a ogni loro mossa. Se escludiamo il ricorso a suoni modernisti e un accrescimento degli andamenti groovy, non si può dire che i Destruction ci abbiano offerto grandi variazioni tematiche negli ultimi quindici anni. Ma il punto non sarebbe nemmeno quello, desiderare l’innovazione a tutti i costi da chi non è innovatore di mestiere sarebbe un grave errore ideologico. Il punto è che, per quanto anche “Under Attack” si lasci ascoltare volentieri e qualche scapocciata di gusto la conceda senza troppe remore, la prevedibilità dell’insieme cozza con quella voglia di meravigliarsi ed emozionarsi che dovrebbe, per chi scrive, sempre guidare un normale fruitore di musica nell’approcciarsi a un nuovo album. Riff, stacchi, linee vocali, accelerazioni, mid-tempo qui contenuti potrebbero arrivare da qualsiasi altra pubblicazione recente della band, vittima di un riciclo di idee che ci fa capire immediatamente dopo poche note quale sarà lo svolgimento di ogni traccia. Non c’è nulla di veramente sbagliato, non c’è fiacchezza, noia per il proprio mestiere; tutt’altro, grinta e lerciume i Destruction li hanno dentro e nessuno glieli toglierà mai. Alla fine, due musicisti su tre sono gli stessi ragazzi che ci guardavano spavaldi dalla copertina di “Sentence Of Death” e il terzo elemento, il bravo drummer Vaaver, è giusto più giovane all’anagrafe, ma nel sangue gli scorrono gli stessi sentimenti meravigliosamente deviati. È che l’ispirazione si è affievolita, per quanto ci si possa comunque divertire, scatenarsi, urlare gli scontati ritornelli ai quattro venti con la stessa malsana gioia con la quale si sono gridati per anni quelli di “Bestial Invasion” e “Nailed To The Cross”. Ribadito che è tutto nella media, né sopra né sotto, val la pena di condurre un rapido excursus dei contenuti di “Under Attack”, dando una sommaria categorizzazione di quanto ci viene proposto. La tripletta iniziale mette spalle al muro e bastona a più non posso, fra attacchi diretti e refrain molto (troppo) immediati, con la title-track a prevalere di un soffio in qualità sulle seguenti “Generation Nevermore” e “Dethroned”. “Getting Used To Be Evil” piazza la carta dell’arpeggio di rottura e del groove movimentato, con discreti risultati, mentre “Pathogenic” riprende a spingere dissoluta, solo facendo leva su un chitarrismo solista quasi rock’n’roll e pattern meno isterici. “Elegant Pigs” esce leggermente dal seminato, non fa una brutta figura il refrain strascicato di Schmier e le cadenze della doppia cassa ondeggiano fra tempi diversi senza perseguirne mai uno in modo definitivo. “Second To None” è invece quadratissima, un bulldozer di purissimo thrashettone tedesco che più tedesco non si potrebbe, e a parte qualche inflessione melodica nel riffing non è che dia chissà quali scossoni. “Stand Up For What You Deliver” emette una sezione solista classic metal che suona come una ventata d’aria fresca, nella struttura va via spezzettata fra sprazzi mosh e brevi strappi, dando l’idea qui come altrove che spesso sia il drummer a dare propulsione e significato ai pezzi, intanto che chitarra e basso si limitano al compitino. Ha un po’ il medesimo andamento, anche se più moderno e cafone, “Conductor Of The Void”, ennesimo capitolo gradevole ma nient’affatto memorabile del disco. Chiude “Stigmatized”, abbastanza standardizzata, ‘pestata’ come d’abitudine e se vogliamo ancora più ‘telefonata’ delle precedenti. Nell’edizione limitata, completano il quadro la cover di “Black Metal” dei Venom e un rifacimento della preistorica “Thrash Attack”: non essendo contenute nel promo in nostro possesso, non abbiamo alcun giudizio da esprimere su entrambe. Se non siete di tante pretese e vi basta un sano carico di percosse dai diffusori per stare bene con voi stessi e il mondo che vi circonda, allora “Under Attack” basta e avanza. Se desiderate il thrash ai suoi massimi livelli attuali, andate senza indugio su “Terminal Redux” dei Vektor. Altro non vi serve al momento.

TRACKLIST

  1. Under Attack
  2. Generation Nevermore
  3. Dethroned
  4. Getting Used to the Evil
  5. Pathogenic
  6. Elegant Pigs
  7. Second to None
  8. Stand Up for What You Deliver
  9. Conductor of the Void
  10. Stigmatized
  11. Black Metal
  12. Thrash Attack
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