DEUS OTIOSUS – Opposer

Pubblicato il 03/07/2017 da
voto
5.0
  • Band: DEUS OTIOSUS
  • Durata: 00:42:01
  • Disponibile dal: 30/04/2017
  • Etichetta: Great Dane Records
  • Distributore:

I danesi Deus Otiosus, possiamo dirlo, non hanno mai brillato particolarmente né per originalità né per capacità di songwriting memorabili. Si sono sempre dedicati a un old school death metal a metà strada tra la scuola svedese e quella statunitense, infarcendo il tutto con un guitar work di ispirazione thrash metal. Potremmo citare i loro connazionali Undergang come punto di riferimento stilistico, anche se i Deus Otiosus, invero, non hanno mai avuto né la loro verve compositiva, ma nemmeno semplicemente il ‘tiro’ che si confà a chi decide di suonare questo tipo di metal. “Opposer” è il quarto album in studio, e dobbiamo dire, che è abbastanza sorprendente sentire un gruppo del genere che è riuscito ad arrivare a questo ragguardevole traguardo. Ci viene da pensare che evidentemente nei paesi nordici questo genere ancora riesce a suscitare parecchio interesse, altrimenti non si vede il motivo per cui un gruppo così povero di contenuti debba continuare a sfornare dischi. Come avrete potuto intuire, la proposta musicale dei Nostri non si è smussata rispetto al passato, dove già erano emersi diversi difetti, talvolta anche piuttosto grossolani. Se, in questo genere in maniera particolare, il più delle volte non è strettamente necessario essere dotati di una personalità debordante per divenire in qualche modo un punto fermo nella scena underground, ma basta anche semplicemente avere il giusto ‘tiro’ o un po’ di attitudine, di enfasi… ecco, i Deus Otiosus mancano completamente di tutte queste cose. I brani si trascinano stancamente tra pezzi che provano ad essere più diretti e d’impatto, come la opening track ad esempio, o la morbidangeliana “The Opposer”, senza però che l’ascoltatore venga mai realmente coinvolto emotivamente o a cui venga trasmesso qualcosa, qualsiasi cosa; ci si ritrova ad ascoltare un continuo pedalare tempi veloci che non portano da nessuna parte. Altri episodi, invece, maggiormente heavy/groovy (“Towering Flames” giusto per citarne una) sono qualcosa di quasi imbarazzante per povertà di idee: sembrano scarti di riff e tempi basici, messi uno accanto all’altro da un gruppo di musicisti alle prime armi, senza un’idea ben precisa. Ora, se così fosse, se ci trovassimo davvero alle prese con un gruppo al debutto, saremmo pronti a tirare in ballo le attenuanti del caso, dovute all’inesperienza e quant’altro; ma purtroppo stiamo parlando di un gruppo al quarto disco, quando ormai un minimo di decenza dovrebbe essere acquisita da tempo. Non ci siamo proprio.

TRACKLIST

  1. Kneel
  2. Disturbing The Dead
  3. Stand Your Ground
  4. Haunter
  5. Towering Flames
  6. The Opposer
  7. To The Graves
  8. Return To Slavery
  9. Greater Horror
  10. March Of The Unworthy
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