DEVATHORN – Vritra

Pubblicato il 24/03/2015 da
voto
7.5
  • Band: DEVATHORN
  • Durata: 01:07:04
  • Disponibile dal: 27/02/2015
  • Etichetta:
  • World Terror Committee

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Esistono dischi facilmente inquadrabili, i cui pregi (o i cui difetti, a seconda dei casi) si manifestano lampanti alle orecchie dell’ascoltatore, consentendo a quest’ultimo di effettuare un’operazione di cernita fra “bello” e “brutto”, fra “positivo” e “negativo” pressochè istantanea. Ma non temete, non è questo il caso di “Vritra”, seconda prova sulla lunga – lunghissima! – distanza dei greci Devathorn dopo il modesto esordio “Diadema”. Parliamo infatti di un’opera sfuggente, quasi enigmatica sulle prime, destinata a crescere con il tempo e che, proprio come un subdolo e vile rettile strisciante, prova gusto nell’avvolgere lentamente le sue spire attorno al collo della vittima, aspettando l’ultimo momento per inoculare la dose di veleno letale. Sotto questo punto di vista, il marchio World Terror Committee riportato sulla confezione dovrebbe già fungere da garanzia, essendo l’etichetta tedesca un punto di riferimento inamovibile per le sonorità black metal più eleganti e ricercate, ma se ciò non dovesse bastare ecco sopraggiungere la musica, amalgama devastante a base di spunti ellenici e nordici, enfatizzato dall’ottima produzione dei Necromorbus Studio di Stoccolma. Una tracklist di undici episodi, aperta dalle stratificazioni chitarristiche di “Veritas Universalis” – ricca di cambi di tempo e passaggi vagamente obliqui – e chiusa dalla maestosa discesa agli inferi di “Promethean Descent”, durante la quale il trio ateniese si cimenta con gusto e consapevolezza in ritmi sulfurei e melodie epiche. Si odono echi di Marduk dell’epoca Mortuus, Necromantia e Ondskapt – ma potremmo perfino menzionare i Behemoth – nei sessantasette minuti che compongono il platter, eppure il tutto non assume mai il sapore di una formula già sentita, merito di un songwriting che, nonostante il taglio pseudo-old school della proposta, non lesina affatto in audacia e varietà. Si succedono così tracce dal sapore eroico (“Cathedral Of Set”, “Principes Of Chaos”), liturgie arcane (“Verba Inermis”, “The Venomous Advent”) e raggelanti scorci sull’Abisso (la sopracitata opener, “Sapphires Of Vritra”), per un risultato finale profondo e fervente, parto ispiratissimo di una band realmente diabolica e qui all’apice della forma. Un album – come detto in apertura – non per tutti, ma forse proprio per questo, dannatamente affascinante.

TRACKLIST

  1. Veritas Universalis
  2. Doctrina Fide
  3. Cathedral Of Set
  4. Ars Diaboli
  5. Cantibus Ad Messorem, Sanctus Mor
  6. Principes Of Chaos
  7. Sapphires Of Vritra
  8. Verba Inermis
  9. The Venomous Advent
  10. Promethean Descent
  11. Draco Adligat Mundi
1 commento
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