DEVIL SOLD HIS SOUL – Loss

Pubblicato il 07/04/2021 da
voto
7.0
  • Band: DEVIL SOLD HIS SOUL
  • Durata: 01:01:11
  • Disponibile dal: 09/04/2021
  • Etichetta:
  • Nuclear Blast
  • Distributore: Warner Bros

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I Devil Sold His Soul si avvicinano alla maggiore età, avendo ormai alle spalle diciassette anni di storia. La post hardcore band inglese, a dire il vero, non è stata particolarmente attiva negli ultimi tempi, con solo un singolo e un tour celebrativo per il debut album “A Fragile Hope” a rompere il silenzio dall’uscita dell’EP “Belong – Betray”, datata 2014. I londinesi, tuttavia, sono riusciti a firmare addirittura per Nuclear Blast Records per la pubblicazione di questo nuovo full-length, segno che la loro carriera non ha ancora raggiunto la propria fase discendente. Anzi, presentandosi con un rinnovato comparto vocale – con il cantante originale Ed Gibbs tornato in formazione per affiancarsi a Paul Green, vocalist dal suddetto “Belong – Betray” – i Devil Sold His Soul provano qui ad aprire un nuovo capitolo della loro storia, pur mantenendo i piedi ben piantati nello stile con il quale si sono affermati in tutto questo tempo. L’iniziale “Ardour” – impostata sulle consuete melodie sognanti e accattivanti e il contrasto con una base ritmica più concreta e rude – porta subito a comprendere cosa si celi in questo “Loss”, opera che presenta appunto le tipiche sonorità del gruppo, tra Underoath, accenni ai connazionali Architects e al più orecchiabile post rock, con i duetti e l’interazione fra Green e Gibbs a fornire qualche nuova sfumatura su trame altrimenti molto familiari. Le atmosfere e le tematiche sono appunto sempre quelle care alla band, tra un’introspezione spesso venata di malinconia e un tocco decisamente vivace nelle ritmiche e nelle parti di voce pulita. Su quest’ultimo fronte, Green si conferma più maturo e controllato del collega Gibbs, il quale, a dispetto dell’età non più verdissima, continua ad avere un timbro da teenager, limitando un po’ lo spessore drammatico della musica. Si parla comunque di un elemento noto ai fan del gruppo, il cui target resta pur sempre mediamente giovane – e quindi, probabilmente, più accomodante nei confronti di queste linee vocali un po’ sbarazzine. Ad eccezione del pimpante singolo “Beyond Reach”, la tracklist di “Loss” non è comunque così di facile presa: la durata media dei brani è infatti piuttosto lunga, tanto che in quasi tutti gli episodi il sestetto riesce a trovare puntualmente spazio per arie eteree ed impalpabili, andando così a riportare equilibrio dopo quei passaggi in cui è l’indole pop portata da Gibbs a prendere il sopravvento. Gli ascolti ci mettono al cospetto di una band che ha ormai un suo stile e che sa dare prova della propria capacità di esplorare le forme più orecchiabili di questo particolare sottogenere. Il manierismo è talvolta dietro l’angolo, ma “Loss”, pur senza regalare sorprese, si lascia ascoltare tranquillamente, dimostrandosi il frutto di una realtà onesta, che sa comporre con mestiere e suonare con vigore.

TRACKLIST

  1. Ardour
  2. Witness Marks
  3. Burdened
  4. Tateishi
  5. The Narcissist
  6. Beyond Reach
  7. Signal Fire
  8. Acrinomy
  9. But Not Forgotten
  10. Loss
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