DEVIL WORSHIPPER – Music For The Endtimes

Pubblicato il 20/12/2018 da
voto
7.0
  • Band: DEVIL WORSHIPPER
  • Durata: 01:04:27
  • Disponibile dal: 14/12/2018
  • Etichetta: I Voidhanger Records
  • Distributore:

I Devil Worshipper sono l’ennesimo parto dell’instancabile mente di Matron Thorn/Reuben Jordan, leader degli Ævangelist, ma anche già attivo, tra gli altri, con band del calibro di Bethlehem e Leviathan; qui il musicista americano mette sul piatto le sue pulsioni meno catalogabili e insieme più estreme, in un album che odora parimenti di zolfo e sperimentazione. “Ablutions” apre il disco con una sorta di preghiera satanica affidata alla misteriosa cantante Kabukimono, e di quanto qui presente è solo base cacofonica a far nuovamente capolino nelle tracce seguenti, le quali sono un compendio di campionamenti cinematografici, vibrazioni schizoidi, raddoppi di chitarre che non seguono quasi mai una costruzione canonica, optando per suoni strappati o squilli acutissimi (ne è ottimo esempio “Heroin”). E quando si avvicinano a costruire vaghi riff, ne risultano pezzi soffocanti di atrocità (“Degenerate”, “Throat Of The False Prophet”). La batteria è quasi sempre usata come puro contrappunto dal vago sapore doom, un altro aspetto delle radici musicali di questo folle chitarrista che emerge con ancora più forza quando entra in scena l’eterea voce di Sofia Loureiro (qui presente sotto lo pseudonimo di Erethe Arashiel), come nella blasfema doppietta “Fornicating Angel” e “Harlot Flesh”. Dal punto di vista delle linee vocali principali, Jordan si affida a un altro portoghese, tale Marco Martins, che esplora profondità atonali e cavernose, ottime per evocare ulteriori riti, in particolare su “Melancholy Loves The Dark”, brano che ha molto dei suoi connazionali Moonspell; più spesso, invece, costruisce “melodie” fatte di grida lancinanti e dalla direzione imprevedibile, non meno spaventose dei momenti più cupi. Se mai qualcuno si azzardasse a realizzare un remake de “L’Esorcista”, diciamo insomma che i Devil Worshipper potrebbero scriverne la perfetta colonna sonora – sempre che non abbiano già messo espressamente in musica la loro visione del film nella conclusiva e atroce “Requiem Ex Abyssus”: maligna, violenta e contorta come la povera Regan quando posseduta. Complessivamente il lavoro funziona, e se vogliamo fare degli improbabili paragoni, pensate agli esecrabili Havohej, solo in una chiave vagamente più musicale, se così possiamo dire. Godetevi pure gli ultimi sonni sereni prima dell’ascolto.

TRACKLIST

  1. Ablutions
  2. Spiritual Immanifest
  3. Degenerate
  4. Fornicating Angel
  5. Harlot Flesh
  6. Melancholy Loves The Dark
  7. Heroin
  8. Throat Of The False Prophet
  9. Parish Apothecary
  10. Requiem Ex Abyssus
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