DEVIL YOU KNOW – They Bleed Red

Pubblicato il 13/11/2015 da
voto
7.0
  • Band: DEVIL YOU KNOW
  • Durata: 00.45.16
  • Disponibile dal: 06/11/2015
  • Etichetta:
  • Nuclear Blast
  • Distributore: Warner Bros

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Secondo capitolo in studio per i Devil You Know, band nata quando la parola ‘supergruppo’ causava già l’orticaria, sponsorizzata fortemente da Nuclear Blast per il rientro nel giro di Howard Jones (Killswitch Engage). Confermando ogni pregiudizio da sticker sulla copertina la formazione è cucita sartorialmente addosso al cantante, con gregari di Serie A come il guitar hero trevigiano/americano Francesco Artusato (All Shall Perish), il bassista Ryan Wombacher (Bleeding Through) e John Sankey (Divine Heresy). Fuori dai giochi il chitarrista Roy Lev-Ari (l’unico senza un curriculum di spessore), in cabina di regia troviamo il peso massimo Jon Wilbur: la formazione più snella, il producer affermato e soprattutto un anno di esperienza in tour hanno aumentato l’affiatamento dei quattro, rendendo la chimica migliore, e si sente. La prima metà di “They Bleed Red” è scoppiettante, e mostra una formazione che si adagia senza vergogna sulle coordinate Boston metalcore/NWOAHM che tutti si aspettano, con un’opener che non ha bisogno del ritornello melodico (“Consume The Damned”), pezzi che sanno picchiare sul serio (“Stay Of Execution”, “Shattered Silence) e brani che mettono in luce ugola e linee melodiche di Howard, che di sicuro verranno consacrati in sede live con grandi sing-along (“Your Last Breath”, “Let The Pain Take Hold”). Soprattutto, con la seconda traccia, i Devil You Know portano a casa ciò che gli mancava veramente: “The Way We Die” è la prima vera hit del gruppo, quel brano che li mette in contatto col grande pubblico e li identifica come realtà a sè stante, quello che si aspetta con ansia in sede live e viene concesso solo nei bis. Sfortunatamente, a parere di chi scrive, la seconda metà del disco non riesce ad avere la consistenza della prima, andando a perdere in spontaneità e andando a ricadere negli schemi del più acerbo (ma comunque discreto) “The Beauty Of Destruction”. La band si gioca la carta simpatia con la cover di “The Eye Of The Tiger”, immortale colonna sonora di Rocky, ma giunti a quel punto abbiamo già un’opinione precisa: questo secondo album non può essere considerato più che una conferma, che centra gli obiettivi che era lecito aspettarsi in tempi relativamente brevi e ci regala il sollievo di ascoltare Howard Jones di nuovo ad alti livelli, gettando le basi per una carriera nel lungo periodo. In attesa di vederli per la prima volta su un palco italiano confermiamo il nostro ‘pollice su’.

TRACKLIST

  1. Consume the Damned
  2. The Way We Die
  3. Your Last Breath
  4. Stay of Execution
  5. Break the Ties
  6. Shattered Silence
  7. Let the Pain Take Hold
  8. Master of None
  9. Searching for the Sun
  10. How the End Shall Be
  11. Broken by the Cold
  12. Eye of the Tiger
  13. I Am Alive
  14. We Live
1 commento
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