DEVILISH IMPRESSIONS – Postmortem Whispering Crows

Pubblicato il 08/10/2019 da
voto
6.5
  • Band: DEVILISH IMPRESSIONS
  • Durata: 00:16:17
  • Disponibile dal: 13/09/2019
  • Etichetta: Non Serviam Records
  • Distributore: Audioglobe

Mah! Dubbi, perplessità, incertezze, traducibili in questa semplice quanto fumosa interiezione. Così si potrebbe definire il nuovo mini-lavoro dei polacchi Devilish Impressions: con un più che misterioso ‘mah’…. Sì perché il black/death sfoggiato dal quartetto di Opole, pur nella sua moderna ricerca di sorprendere ed ammaliare, sembra un po’ essersi perso tra i meandri di particolarità sonore quasi obbligate, tralasciando quindi la vera domanda a cui una band deve rispondere: cosa vogliamo fare? Non solo: se da una parte, avere come vicini di casa un gruppo come quello capitanato dal buon Nergal può essere una notevole fonte d’iniziativa (anche d’immagine), dall’altra può portare anche al più classico degli effetti boomerang. E’ vero, con il precedente “The I” la creatura di Quazarre ha cercato di mischiare le carte in tavola, andando a sbiadire quell’etichetta targata ‘copia-incolla’ riferita a realtà quali gli stessi Behemoth, Vesania ed Hate; tuttavia la progressiva apertura a divagazioni ornamentali, melodiche, anche rock, pur mischiata ai classici ingredienti del metallo nero, rischia fortemente d’implodere.
Sia chiaro, i tre pezzi rilasciati nel qui presente EP “Postmortem Whispering Crows” non sono per nulla banali, tutt’altro: ognuna vive di luce propria. “Dvma”, nel suo incedere maligno e sinfonico, scandisce le liriche in lingua madre narrate dal frontman polacco, ispirato ancora una volta dal periodo decadente e visionario della Giovane Polonia e da uno dei suoi fautori più illustri, lo scrittore Stanislaw Przybyszewski. La successiva “Cingvlvm Diaboli” slega tutta la violenza sonora assorbita nei primi anni di carriera, abbinandola a dovere ai più recenti stacchi soft e ragionati, continuando così il discorso intrapreso due anni fa all’interno di “The I”. Il compendio tra le due sofferenti espressioni è la conclusiva “Interregnvm”: strutturalmente simile ai precedenti brani si distingue proprio per la sua maggior disponibilità, il suo spaziare continuamente tra i ritmi forsennati di un genere e l’armonia melodica di un altro. La formula funziona? Visto come è andata a chi li ha preceduti verrebbe da promuovere a pieni voti questa scelta graduale di continua apertura sonora. Chi scrive invece attenderà la prossima prova sulla lunga distanza per capire, forse, finalmente cosa intendono fare da grandi i Devilish Impressions.

TRACKLIST

  1. Dvma
  2. Cingvlvm Diaboli
  3. Interregnvm
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