DEVILISH IMPRESSIONS – The I

Pubblicato il 04/09/2017 da
voto
6.5
  • Band: DEVILISH IMPRESSIONS
  • Durata: 00:51:04
  • Disponibile dal: 22/09/2017
  • Etichetta: Lifeforce Records
  • Distributore: Audioglobe

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Cambiano quasi completamente pelle i polacchi Devilish Impressions, rientranti sulle scene con il loro quarto full-length a distanza di ben un lustro dal loro precedente sforzo discografico, il ben accolto “Volatile Waters” (2012). Lasciati da parte i pressanti svolazzi symphonic black, che li proponevano all’ascolto a metà strada tra Dimmu Borgir e Behemoth, oggi la formazione capitanata da Quazarre, cantante-chitarrista-tastierista, si è trasformata – o per meglio dire, si sta trasformando – in un’entità sicuramente oscura ed oppressivamente decadente, ma ben più aperta e molto portata a sperimentare soluzioni spazianti tra gothic, progressive, doom e quel black più atmosferico che proprio dalle loro parti sta convincendo molto. I brani si sono allungati, la produzione è meno bombastica e più terra-terra, adattissima al ridimensionamento di sound dei Nostri, che non disdegnano importanti rallentamenti, insperati ragionamenti e melodici ammiccamenti, sia caracollando verso un doom agile e mai pesante, sia stazionando su coordinate ‘a cascata’, memori della tipologia di riff portata in auge dai primi Katatonia, sia dando l’impressione di avere gli irraggiungibili Enslaved puntati nel loro mirino di precisione. Una buona dose di teatralità va ad aggiungersi alla ricetta, per dare forma a quello che è, a tutti gli effetti, un disco di transizione: coraggioso, coraggiosissimo negli intenti, un po’ limitato e spiazzante nel risultato finale. Lo stesso titolo per certi versi autoreferenziale, “The I”, mostra una band alla ricerca di una propria identità, non perduta ma semplicemente diversa e cambiata. Fra le sette tracce imbastite da Quazarre, Icanraz e BP, sono proprio le più complesse e prolungate che danno filo da torcere in fase di fruizione, in quanto necessitanti di molti ascolti per guadagnare un senso ed un filo logico; tra queste, comunque, spiccano “Czern I Biel” e “Blood Imprinted Stigma”. Piacciono subito, invece, le più contenute e old-style title-track ed “Eosphoros”, quest’ultima dotata di un ampio retrogusto folkish che conquista immediatamente. Insomma, come scritto sopra e come avrete già evinto dalle nostre parole, i Devilish Impressions stanno rischiando parecchio con questa release, nel tentativo di innalzarsi e allontanarsi da facili paragoni. A voi gli ascolti e la scelta, se promuovere o meno la nuova incarnazione di questa interessante realtà dell’Est Europa.

TRACKLIST

  1. The I
  2. The Dove And The Serpent
  3. Eosphoros
  4. Blood Imprinted Stigma
  5. Ipse Philosophvs, Daemon, Devs At Omnia
  6. Czern I Biel
  7. The Fatal Messiah
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