7.0
- Band: DEVOTION (ES)
- Durata: 00:43:46
- Disponibile dal: 22/04/2024
- Etichetta:
- Memento Mori
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Nel cuore dell’imponente panorama death metal europeo, risiede da tempo un’etichetta come la Memento Mori, una solida realtà nel settore che continua a dimostrare la sua maestria nello scovare e presentare agli appassionati dei dischi onesti e di valore. Questa volta, è il turno dei Devotion, formazione originaria di Valencia che giunge con questo “Astral Catacombs” al traguardo del terzo album in carriera.
Con una reputazione consolidata nel portare alla luce gruppi tradizionalisti ma mai dozzinali, si può dire che la label non si sia smentita neanche questa volta. Il quintetto spagnolo coltiva un suono che riecheggia le radici del death metal, si dedica a un songwriting molto pratico, ma al tempo stesso non inserisce il cosiddetto pilota automatico, plasmando una proposta che ha le sue sfaccettature e che evita di rifarsi costantemente a un singolo modello.
A dispetto di una resa sonora piuttosto grezza, la quale potrebbe inizialmente far pensare a uno stile musicale similmente diretto e schietto, il sound dei Devotion denota già dalle prime battute un carattere abbastanza accorto: le tracce, infatti, si snodano tra momenti di pura aggressione e aperture in cui si arriva anche ad accennare a una sorta di malinconica riflessione, creando un equilibrio dinamico che tiene alto l’interesse. Già nel precedente “The Harrowing” avevamo notato delle parentesi più atmosferiche, oltre a un saltuario utilizzo di synth, ma i risultati si erano rivelati altalenanti: i continui intermezzi spezzavano un po’ troppo l’andamento della tracklist e certi interventi tastieristici avevano anche un che di pacchiano, risultando alla lunga un po’ indigesti. “Astral Catacombs”, già dal titolo, suggerisce invece un approccio più evocativo, con l’anima death metal e quelle più doom e melodica che trovano un dialogo più sciolto all’interno di ogni brano, soprattutto grazie a uno stimolante lavoro di chitarra solista, che lega e impreziosisce ogni passaggio con un gusto che rimanda ora ai Paradise Lost di Greg Mackintosh, ora a certo death metal nordeuropeo come Gorement e primi Amorphis, la cui carica pesante e sinistra emerge con forza nei midtempo. La base sostanziale della musica dei ragazzi spagnoli continua tuttavia a derivare da una forte influenza Bolt Thrower, con i signori della guerra britannici che vengono spesso invocati dall’incedere stentoreo delle ritmiche, sia a livello di drumming che di riff portanti.
Chiaramente, non si può dire che i Devotion si ergano come un faro di originalità all’interno della scena death metal, ma una band come questa merita comunque di essere segnalata, sì per la sua passione, ma anche e soprattutto per la sua abilità nel dosare gli elementi e nel confezionare canzoni capaci di portare avanti lo spirito death metal più classico con una certa vitalità.
Per i maggiori appassionati del filone old school, “Astral Catacombs“ è insomma un album che non dovrà mancare nella lista dei prossimi ascolti, a maggior ragione se non si ha ancora familiarità con il gruppo; questo terzo full-length è difatti l’ideale punto di ingresso per esplorare le profondità sonore e emotive che la formazione ha da offrire.
