7.0
- Band: DEVOTION
- Durata: 00:33:06
- Disponibile dal: 06/05/2011
- Etichetta:
- Bagana Records
- Distributore: Edel
Chi nasce Deftones non può morire Korn. Parafrasando la saggezza popolare di Gennaro “Ringhio” Gattuso, potremmo così introdurre “Venus”, atteso come back dei vicentini Devotion che, dopo un brillante esordio in bilico tra Linea 77 e Deftones, sposta ulteriormente l’ago della bilancia verso il quintetto di Sacramento. Non che ciò debba per forza rappresentare un aspetto negativo, visto che stiamo pur sempre parlando di una delle formazioni leader nel genere, ma fin dall’iniziale “Red Carpet” è subito evidente il debito di riconoscenza nei confronti di Chino Moreno da parte del cantante Matteo Bellotto, le cui linee vocali si stagliano come bagliori nel buio della tempesta ritmica concentrata nell’arco di due minuti; al di là di tutto, un gran pezzo. Un discorso simile, nelle intenzioni e nei risultati, si applica anche a “Pink Socks”, ma chi temeva di trovarsi di fronte ad una disco di b-sides di “Diamond Eyes” o “White Pony” non abbia a temere, perchè la Venere del combo veneto, pur nella sua breve durata, ha molto altro da offrire. Alternando episodi più tirati (“Drinkin’ Shibuya”, “Dakota”, “When You Tell Me a Lie”, “Golden Axe”) ad altri più melodicamente sofferti (“Timeless Beauty”, “Nova”, “Karma”, la title track strumentale) i nostri confermano il proprio stato di crescita, in virtù di una proposta meno immediata rispetto agli esordi ma più matura alla lunga distanza. Resta il peso di un termine di paragone importante ma, come il Rino nazionale insegna, quando ci sono i mezzi e la voglia nessun traguardo può dirsi precluso; e, almeno a giudicare da questo “Venus”, i Devotion sembrano decisamente marciare nella direzione giusta.
