7.5
- Band: DEVOTION
- Durata: 00:38:14
- Disponibile dal: 26/02/2016
- Etichetta:
- Pavement Entertainment
Avete presente quelle squadre di calcio medio-piccole che però da tempo stazionano nei quartieri nobili della classifica, come qualche anno fa il Chievo o, più recentemente, il Sassuolo? Ecco, con riferimento al campionato alternative / nu metal, i Devotion sono in questa posizione, arrivano a sfiorare i livelli dei primi della classe, pure senza poter disporre di budget milionari e dell’hype mediatico tipico dei nomi più blasonati d’oltreoceano / oltremanica. A sette anni di distanza da “Sweet Party”, disco d’esordio più irrequieto ma meno focalizzato, la maturazione del quartetto vicentino verso un sound ‘riflessivo & abrasivo’ , cominciata con i precedenti “Venus” e “Videogame”, può ora dirsi completata con questo “Words And Crystals”. Un percorso abbastanza simile a quello dei loro numi tutelari – una certa band di Sacramento, sulle scene da quasi trent’anni… -, la cui influenza rappresenta al tempo stesso uno dei maggiori pregi e limiti della formazione veneta, capace di replicare l’impalcatura dei più famosi colleghi californiani (linee di chitarra abrasive affiancate da un basso pulsante e rotondo, il tutto sorretto da un drumming fantasioso e guidato da linee vocali tanto sofferte quanto cangianti), senza però mai affrancarsi completamente dall’ombra di Chino & co. Prescindendo da questo (non secondario) aspetto, l’album splende di luce propria affiancando frangenti più intimi (“The Deepest”) ad altri più incazzati (“P. Hamilton”, evidente omaggio al chitarrista degli Helmet). Un copione simile lo troviamo nel lato B dove, dopo la strumentale “Undressed”, non possiamo non restare affascinati dai chiaroscuri di “Scent Of A Story” e dalle atmosfere bipolari di “Fatal Fury”, gli altri due highlight di un disco forse non destinato a lottare per la zona Champions (per quello meglio aspettare un certo “Gore”…), ma che si candida come outsider nell’Europa League dell’alt-rock di matrice statunitense.
