7.0
- Band: DEVOURMENT
- Durata: 00:33:26
- Disponibile dal: 19/02/2013
- Etichetta:
- Relapse Records
- Distributore: Audioglobe
Il nuovo contratto con la Relapse e l’assistenza di Erik Rutan in sede di produzione per questo nuovo “Conceived In Sewage” sembrano aver dato nuova linfa ai Devourment. Negli ultimi anni i Nostri avevano dato spesso l’impressione di girare in tondo e di non riuscire a scrollarsi mai completamente di dosso quel torpore e quel senso di incompiutezza che, per un motivo o per l’altro, li avevano ingabbiati praticamente all’indomani della pubblicazione del seminale “Molesting The Decapitated”. Protagonisti di una carriera sin qui tutt’altro che lineare, i death metaller statunitensi si affacciano però nel 2013 con un lavoro tutto sommato ben riuscito, che scorre fluido e mediamente ispirato, nonostante un finale un po’ sovrabbondante e ripetitivo. D’altra parte, i Devourment non hanno mai potuto vantare la versatilità di colleghi come i Dying Fetus: il loro sound e il loro modo di costruire brani sono sempre stati molto uniformi, tanto che anche nei loro momenti migliori è sempre stato lecito mettere in conto un minimo di ridondanza, in particolare quando il quartetto dà sfogo completo alla sua passione per midtempo, “slammoni” e rallentamenti lordissimi. Rispetto all’ultimo “Unleash The Carnivore” si sente però un pizzico di spinta e di entusiasmo in più, conseguenza forse anche del buon lavoro di Rutan alla console, che ha donato al materiale un suono organico e naturale. Come accennato, colpisce principalmente la prima parte del lavoro, con una serie di episodi sì vigorosi, ma anche ben strutturati, fra i quali spiccano la title track e il suo contagioso riff portante. Gradevoli anche “Fifty Ton War Machine” e “Today We Die, Tomorrow We Kill” (gran titolo!), altri pezzi dove non si sfugge all’impatto fresco e genuino della formazione, che, quando è affiatata, diventa un vero carro armato. Insomma, se non si hanno pretese esagerate, con “Conceived In Sewage” riabbracciamo una band efficiente, lontana magari dai vertici, ma che comunque sa come imbastire del buon death metal. Speriamo ora che i Devourment non finiscano come al solito a complicarsi la vita; costanza e impegno saranno vitali a questo punto della carriera.
