DEVOURMENT – Pious Impiety

Pubblicato il 18/06/2026 da
voto
7.0
  • Band: DEVOURMENT
  • Durata: 00:11:58
  • Disponibile dal: 11/06/2026
  • Etichetta:
  • Relapse Records

Ci sono band a cui basta semplicemente la forza del proprio nome per riaffermarsi in un mercato saturo di uscite, rendendo superfluo il classico iter promozionale a base di annunci, anticipazioni e hype montato ad arte.
I Devourment, pionieri del filone slam grazie a quel “Molesting the Decapitated” ancora oggi imbattuto per barbarie e oscenità, rientrano senza dubbio in questa categoria, e non sorprende che basti loro rilasciare nuova musica per attirare su di sé gli sguardi e ristabilire con pugno di ferro le gerarchie all’interno del genere, tracciando una linea netta fra chi pensa di averne afferrato il lessico e chi invece quel tipo linguaggio lo ha letteralmente inventato.

“Pious Impiety”, EP di tre brani pubblicato a sorpresa da Relapse lo scorso 11 giugno, è il primo materiale inedito che il gruppo di Dallas firma dai tempi del mostruoso “Obscene Majesty” (2019), e si attesta agevolmente tra i punti più alti della sua lunga, tribolata carriera; dodici minuti di musica in grado di riassumerne l’estetica e, al contempo, di corroborarne la scrittura, mettendo in scena una sorta di spettacolo del Grand Guignol dove fervore e densità danno l’impressione di alimentarsi a vicenda prima di collassare nel sangue e in un senso di depravazione facilmente riconducibile alla scuola death metal texana.
Musica che è e resta per stomaci forti, in cui basse frequenze e saturazione costante non sono semplici ornamenti, ma tratti distintivi di una proposta che agisce come un batticarne per esercitare la massima pressione sull’ascoltatore di turno, fino a spaccarne e renderne irriconoscibili i connotati.
A questo giro, però, più che in precedenti occasioni, dal quadro generale emerge dell’altro; un dinamismo sottile che, unito alla gran mole di idee e a un certo ingegno nell’incastro dei vari movimenti, conferisce a ciascuna composizione uno slancio insospettabilmente vitale, portando la breve tracklist a suonare lucida ma ferocissima nelle parti serrate e incontenibile in quelle dove – come da tradizione – il groove raggiunge livelli pachidermici.
Un flusso viscoso che, scandito dal growl di un Ruben Rosas come sempre inconfondibile nella sua discesa vocale nelle fogne, serba molta più attenzione ai dettagli di quanto si potrebbe inizialmente pensare, e la cui riuscita non può prescindere dal contributo alla chitarra di Marvin Ruiz (Stabbing, ex Desecrate the Faith), chiamato a farsi carico di un’eredità seminale con risultati tutt’altro che banali o scontati.
I riff portati dal giovane acquisto fanno quindi la differenza, accumulandosi con perizia, slittando in maniera inesorabile uno sopra all’altro e rimbombando in un’atmosfera perennemente tetra e ostile, ma nell’insieme è giusto anche sottolineare il lavoro in cabina di regia di Daniel Schmuck, già visto all’opera con Power Trip e Frozen Soul e responsabile di una produzione che rifinisce le strutture preservando quella patina di laidume inscindibile dagli sforzi del progetto.

Con l’augurio che il suddetto mini funga da antipasto a qualcosa di più corposo, difficile non vedere in questo ritorno una prova curata e autorevole come poche altre nel percorso musicale dei Devourment, qui immortalati in uno stato di forma davvero degno di attenzione qualora si seguissero le forme più morbose e oltranziste del death metal americano.

 

TRACKLIST

  1. Pious Impiety
  2. Mortiferous Dependency
  3. Advanced Stage Decomposition
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