6.5
- Band: DEW-SCENTED
- Durata: 00:43:04
- Disponibile dal: 30/07/2012
- Etichetta:
- Metal Blade Records
- Distributore: Sony
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Pazienza e perseveranza sono sicuramente due delle qualità principali di Leif Jensen, frontman e leader dei thrasher Dew-Scented sin dal lontano 1992. Pur ottenendo risultati complessivamente abbastanza modesti e dovendo fare i conti a cadenze regolari con vari cambi di lineup, il cantante tedesco è riuscito a portare avanti il suo progetto con invidiabile costanza, tanto che quest’anno viene appunto festeggiato il ventennale della sua fondazione. Per l’occasione, i Dew-Scented – oggi composti da Jensen e da una lineup tutta olandese con ex e attuali membri di Severe Torture, Blo.Torch, Sinister ed Epica – danno alle stampe “Icarus”, ennesimo album che, a livello stilistico, si rivela tutto sommato la fotocopia dei precedenti, ma che, sul fronte del songwriting, riesce ad assestarsi su standard dignitosi (se non vincenti, a tratti). Come buona parte dei precedenti capitoli discografici della band, “Icarus” presenta tracce buone e meno buone: l’opera regala apprezzabili scariche di adrenalina quando il riffing di chitarra si fa particolarmente affilato e quando Jensen riesce a trovare il ritornello ficcante al punto giusto, mentre lascia un po’ indifferenti in quei casi in cui la formula thrash-death cara alla formazione si impantana in rimandi sin troppo dozzinali ai soliti Slayer. Rispetto al recente passato, l’operato dei Dew-Scented risulta comunque più brillante: la nuova lineup appare ben affiatata e si respira un’aria euforica tra i solchi del platter, soprattutto all’altezza di brani arrembanti come “Storm Within” o “The Fall Of Man”. Delle fugaci strizzate d’occhio a un “Heartwork” o a uno “Slaughter Of The Soul” rendono poi certe tracce più variegate o, perlomeno, riescono ad allontanare un minimo lo spettro di Kerry King e soci, sempre presente non appena il guitar-work prende una piega old school e lineare. Dopo vent’anni di carriera e nove full-length fedeli alla linea, sarebbe una follia pretendere dai Dew-Scented uno scatto di personalità e brio proprio ora: “Icarus” prosegue per la strada tracciata nel corso di questi due decenni, senza guardarsi attorno. Il passo dei Nostri questa volta è però un po’ più dinamico del solito e forse ciò inviterà qualche vecchio fan in più a seguirne le orme.
