8.0
- Band: DEWOLFF
- Durata: 00:59:56
- Disponibile dal: 04/05/2018
- Etichetta:
- Mascot Records
- Distributore: Edel
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Undici anni di carriera e sei dischi in studio, questi sono i numeri che possono vantare i DeWolff, rock band olandese proveniente da Heden. Anche il nuovo “Thrust” si colloca all’interno dell’ondata retro-rock che negli ultimi anni ha avuto il merito di rinnovare l’interesse per le sonorità più classiche provenienti dagli anni Settanta. L’ascolto inizia con “Big Talk” una canzone rocciosa costruita su solidi riff di chitarra, il sound richiama band come i Rival Sons o i giovani Greta Van Fleet in versione southern rock, a cui viene dato un tocco di classe grazie ad una spruzzata di tastiere e hammond in stile Deep Purple. I DeWolff inoltre non rinunciano ad offrire inserti psichedelici capaci di rendere la loro proposta ancora più interessante. Con “California Blues” gli olandesi compiono uno strabiliante balzo indietro nel tempo, qui la scuola settantiana trova ampio spazio, così come le potenti linee vocali cantate da Pablo Van De Poel in grande spolvero. “Once In A Blue Moon” spinge al massimo la componente melodica del classic rock firmato DeWolff, atmosfere sognanti vengono disegnate dall’intenso cantato che raggiunge il picco massimo di pathos nel ritornello, al limite del prog rock. L’hammond gioca un ruolo di primo piano in questa canzone, Robin Piso infatti ha assimilato in toto la lezione dei grandi nomi della storia e la ripropone con gusto e personalità. Altro pezzo da novanta del disco, “Tombstone Child” ci mette di fronte ad una versione più rock degli Eagles. Questo “Thrust” non mostra punti deboli, ogni singolo brano possiede un’anima e la qualità delle composizioni si mantiene altissima. Nessun riempitivo, nessun calo di intensità per una band che è riuscita a sfornare uno dei migliori lavori della sua intera carriera. Anche sul versante produzione è stato svolto un grande lavoro, i suoni sono puliti, ma decisi, tutti gli strumenti sono incastrati alla perfezione e ad un ascolto attento è possibile carpire tutte le sfumature che ogni singolo musicista ha riversato nelle canzoni. Non mancano nemmeno episodi più frivoli, “Tragedy? Not Today” è la tipica canzone da utilizzare come colonna sonora di un lungo viaggio in macchina, allegra, melodica e cantereccia. “Sometimes” stordisce con il suo tocco psichedelico, il gran finale però viene lasciato a “Outta Step & III At Ease”, una stupenda southern rock ballad di stampo squisitamenre americano. L’abilità e le influenze che i DeWolff riversano nella loro musica li fanno apparire una vera band degli States, sudista, maestosa e sognante. Chi non li conosce, difficilmente penserebbe a loro come una formazione olandese. Un gran ritorno che, ci auguriamo, sarà apprezzato su larga scala.
