8.0
- Band: DEXTER WARD
- Durata: 00:45:58
- Disponibile dal: 13/03/2020
- Etichetta:
- No Remorse Records
Dexter Ward è un nome che difficilmente potrà giungervi completamente nuovo, sia che siate appassionati di letteratura (e film) horror, sia che seguiate il sottobosco delle band heavy metal… o ambedue le cose. La band, che deve il proprio nome al romanzo postumo del maestro H.P. Lovecfraft, nasce nel 2009 ed è per quattro quinti greca e per il restante italiana, grazie all’ugola del veneziano Mark Dexter (al secolo Marco Concoreggi).
Ascoltare “III” significa immergersi completamente in quelle sonorità che hanno reso grande l’heavy metal negli anni ‘80 e che hanno visto un rinnovato interesse da parte di metal kid (e case discografiche) alla fine della decade successiva: cavalcate epiche, ritmiche martellanti, una chitarra solista dal gusto classico, cori medievaleggianti e testi che pescano a piene mani dalla tradizione fantasy.
I cinque musicisti non fanno alcun mistero del loro amore per l’heavy classico e in particolare per la scuola americana, quel power metal dei primi eighties che ha caratteristiche piuttosto diverse da quelle del ‘cugino’ europeo, pensiamo ad Omen, Jag Panzer, Warlord e Virgin Steele. Si odono qua e là echi che rimandano a Manowar e Iron Maiden (questi ultimi citati apertamente tra le influenze del gruppo), ma sarebbe davvero sbagliato relegare i Dexter Ward nel semplice ruolo di ‘tribute band’, perché la loro formula funziona davvero bene, lo si capisce dall’opener “Return of the Blades”, dove velocità e melodia si bilanciano perfettamente e il ritornello si stampa in testa già dal secondo ascolto. Questo perché il livello di scrittura di tutto il disco è davvero elevato, tanto che è impossibile annoiarsi: l’intero lavoro trasuda epicità ma ha anche quel piglio trascinante tipico dell’hard’n’heavy. E se “The Eyes Of Merlin” è un ottimo midtempo, con “Reign Of The White Knight” la velocità aumenta nuovamente e i Nostri fanno nuovamente centro. Un’ultima menzione va al lungo brano conclusivo (“The Demonslayer”), che ci mostra il lato più oscuro e vicino al doom della band, nel quale spicca la performance vocale di Mark Dexter, che si dimostra (ulteriormente) versatile e incisivo.
Sebbene questo disco rispetti tutti i cliché del genere, compresa una copertina che sembra disegnata da un ragazzino di terza media, quello che abbiamo tra le mani è un ottimo disco di heavy metal come non se ne fanno (bene) più molti, suonato con passione e grinta, sorprendentemente fresco e dotato di un spiccato gusto per le melodie dirette, perfetto bilanciamento tra classe e grezza furia. Ascolto vivamente consigliato.
