6.0
- Band: DEZPERADOZ
- Durata: 00:50:30
- Disponibile dal: 21/04/2006
- Etichetta:
- AFM Records
- Distributore: Audioglobe
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Anni fa il buon Tom Angelripper, insieme all’amico chitarrista Alex Kraft, mise in piedi un side project chiamato Dezperadoz che si divertiva a comporre tracce a metà strada tra il western ed il metal. A distanza di sei anni il progetto si ripresenta sul mercato senza l’apporto fondamentale dello zio Tom (a quanto pare presente solo investe di songwriter), con Alex che si occupa delle parti vocali. Ad accompagnare il leader troviamo Dennis Ward (Pink Cream 69) alla sei corde, Alex Weigand al basso e Sascha Tilger alla batteria, oltre a una pletora di illustri ospiti del calibro di Mikael Weikath, Joacim Cans, Tobias Sammet e Doro Pesch. A differenza del primo lavoro, questo “The Legend And The Truth” perde un po’ i colpi, soprattutto perchè raramente le parti western riescono a fondersi bene con quelle heavy, per un risultato finale che quindi risulta essere piuttosto approssimativo. L’album è un concept basato sulla leggenda di Wyatt Earp, sorta di icona dell’epopea west e per questo idolatrato da Kraft. Musicalmente parlando, la base su cui si muovono i nostri è indissolubilmente heavy rock e qui si sente tantissimo l’influenza di Ward e la sua esperienza con i Pink Cream 69. Dopo un’intro rubata ad un film di Sergio Leone infatti arriva l’anthemica “Dust Of Hystory”, rock roccioso ma allo stesso tempo melodico e catchy, ideale come singolo apripista. Dopo una risibile “First Blood” è la volta di “Deadman Walkin'”, buona ballata country rock, nonchè uno degli apici del disco. A ruota segue il classico dei classici “Rawhide”, qui interpretato con piglio deciso. Altra western song di buona fattura è “Hellbilly Square”, irresistibile nel suo incedere danzereccio. Discreta anche “March To Destiny”, forse la migliore per quel che riguarda il connubio country-metal. Le restanti composizioni sono un incrocio tra i Savatage meno sinfonici, gli Skid Row di “Slave To TheGrind” e i già citati Pink Cream 69. Tra alti e bassi, i Dezperadoz riescono a portare a casa una sufficienza, anche se, visto i risultati più che buoni delle partiture western, viene da chiedersi come mai non abbiano insistito maggiormente su quello invece di riempire più di mezzo album con un heavy rock possente, melodico ma anche estremamente banale.
