DGM – Misplaced

Pubblicato il 16/11/2004 da
voto
8.0
  • Band: DGM
  • Durata: 00:40:49
  • Disponibile dal: /11/2004
  • Etichetta: Scarlet Records
  • Distributore: Audioglobe

Il precedente album dei DGM “Hidden Place (un gran bel disco), fu molto probabilmente l’episodio più complesso ed intricato della loro ormai decennale carriera, con l’inevitabile destino di essere apprezzato solamente dai palati più raffinati. Questa volta pare proprio che i nostri abbiano optato per un sound decisamente più ruffiano, molto più orientato verso sonorità power metal. Questo non significa assolutamente un abbandono delle sonorità progressive a cui la band ci ha abituati; in sostanza possiamo tranquillamente affermare che il suo DNA rimane pressochè inalterato, riuscendo però ad offrire composizioni molto più dirette ed accessibili al grande pubblico. Ciò non significa che vi troverete tra le mani il classico disco power con doppia cassa a manetta e cori da birreria tutt’altro, “Misplaced” risulta esesre un raffinatissimo platter di power-prog mai scontato, ricco di emozioni, di tecnica strumentale superlativa mai fine a se stessa e forte di un lotto di canzoni dall’impeto devastante, una diversa dall’altra. Si passa infatti da momenti più melodici ad altri più aggressivi, da canzoni ultra veloci ad altre più cadenzate ed epiche, suonate sempre in maniera perfetta ed interpretate alla grande dall’eccelso cantante Titta Tani, che riesce continuamente a modellare la sua voce tenendo sempre conto del mood del pezzo che si appresta a cantare. Come se non bastasse, l’album è ricco di momenti in cui Diego Reali e Fabio sanges inscenano duelli all’ultima nota con i loro rispettivi strumenti; con la chitarra il primo e con le tastiere il secondo, ci regalano fughe strumentali semplicemente memorabili. Il via è dato dalla distruttiva “Living On The Edge”, in cui ci è dato ascoltare digressioni di chitarra e tastiera eccezionalmente fuori dal comune; “Is Hell Without Love?” poggia su un riffing debordante da hedbanging assicurato ed oltre a questo, motivo già più che valido per considerarlo un pezzo altamente trascinante, seduce per altri due motivi. Il primo è rappresentato dalla superlativa prova di Titta, che riesce a passre da un cantato cattivo, ad uno estremamente melodico e sentito, con una facilità da fare invidia a molti; il secondo risiede invece nelle magiche fughe classiche partorite dalle keys di Sanges. “Through My Tears” punta dritta verso lidi hard rock per cedere poi il passo ad una sorprendente “Still Believe”, canzone lenta ed epica con un accenno di cori in italiano sulla falsariga dei Rhapsody. Con “Pride”, dotata di un azzeccatissimo refrain, la band torna a sprintare; “Amazing Journey” è una track a cui bastano solo tre aggettivi per essere descritta: feroce, progressiva e tecnicamente perfetta. “A New day’s Coming” vede, ancora una volta, un’ottima performance di Titta, così come la tiratissima “Perennial Quest”. episodio finale in cui il singer raggiunge vette altissime. Null’altro da aggiungere, se non il fatto che questo è un disco a cui nessuno di voi dovrebbe rinunciare.

TRACKLIST

  1. Living On The Edge
  2. Is Hell Without Love?
  3. Through My Tears
  4. Still Believe
  5. Pride
  6. Amazing Journey
  7. A New Day's Coming
  8. Perennial Quest
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