DHG – A Umbra Omega

Pubblicato il 07/04/2015 da
voto
8.0
  • Band: DøDHEIMSGARD
  • Durata: 01:07:10
  • Disponibile dal: 16/03/2015
  • Etichetta: Peaceville
  • Distributore: Audioglobe

Venti anni esatti sono trascorsi dall’indimenticabile e di fatto indimenticato esordio dei Dødheimsgard intitolato “Kronet Til Konge”, ad oggi uno dei migliori esempi di ‘true’ black metal norvegese. Da diverso tempo la band ha modificato il proprio monicker in DHG per testimoniare il cambio di stile. Non solo black metal, ma musica avantgarde mista a svariate correnti industrial: “666 International” e “Supervillain Outcast” erano i due album sperimentali del nuovo corso prodotti sino all’uscita del nuovo “A Umbra Omega”. I DHG si sono fatti da soli un bellissimo regalo per festeggiare al meglio questi venti anni costellati da pochi album, ma tutti importanti e con una storia singolare alle spalle. Ovviamente i seguaci del black metal ricorderanno per sempre i Dødheimsgard per il debut “Kronet Til Konge” e non si può dar loro torto, così come gli amanti delle sperimentazioni adoreranno i DHG per aver rilasciato un album bizzarro ed estremo come “666 International”, ma il bello di “A Umbra Omega” è che riesce a riassumere tutta la carriera e le influenze dei Dødheimsgard o DHG in un unico album. Facciamo un invito a tutti i fan della band, vecchi e nuovi, a dare una possibilità ad un album geniale, freddo ed estremamente efficace come questo full length della band norvegese. Nei brani di questa nuova fatica dei DHG troverete tutto quello che avete sempre desiderato da questo grande gruppo: sopratutto l’equilibrio tra la tradizione, ossia il black metal, e la sperimentazione, che passa dall’industrial all’avantgarde con l’aggiunta di qualche passaggio dal sapore jazz/fusion. A partire dall’opener “Aphelion Void” tutti questi elementi sono ben presenti, si incastrano incredibilmente in modo naturale tra loro, come mai era accaduto in passato. Stupisce la qualità delle parti pure di black metal, come il riffing genuino sul finale di canzone così evidentemente ancorato alla tradizione norvegese. Ma c’è di più, a rendere questa release un qualcosa di veramente interessante è il ritorno di una parte fondamentale della storia di questa band: il cantante Aldrahn. Sì, proprio lui, uno dei cantanti più pazzi di tutta la scena black metal mondiale, con quel suo cantato da schizofrenico irrecuperabile davvero inconfondibile. Aldrahn è uno di quei cantanti che hanno influenzato diverse generazioni di singer in ambito black metal; gli esempi sono davvero molti e non solo all’interno del circolo scandinavo, si pensi ad un gruppo nostrano come gli Absentia Lunae e non sarà difficile capire a quale cantante si siano ispirati. Quando su questa release è Aldrahn a cantare si sente subito la differenza. C’è davvero di tutto su questa release, anche alcuni passaggi extreme metal davvero old school come sull’inizio di “Blue Moon Duel”. Sembra che i DHG su questa release siano riusciti a superare tutte quelle band che cercano di esplorare i confini dell’avantgarde gravitanti oltre alle barriere più esterne del black metal, dagli Abigor agli Shining. I brani sono lunghissimi, durano mediamente più di dieci minuti ciascuno, eppure mantengono una coesione al loro interno pur divagando musicalmente in modo anarchico ed incontrollato. Un caos dimensionale sonoro solo apparente che ha un suo significato ed una bellezza irresistibili. Se è questa la porta che bisogna aprire per entrare nella nuova e futura dimensione del black metal allora non bisogna più temere di farlo dopo quello che i DHG ci hanno fatto intravvedere attraverso la luce sinistra di “A Umbra Umega”. Ritorno fragoroso come solo le band storiche e di un certo peso specifico sanno fare!

TRACKLIST

  1. The Love Divine
  2. Aphelion Void
  3. God Protocol Axiom
  4. The Unlocking
  5. Architect of Darkness
  6. Blue Moon Duel
2 commenti
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