DIABLO SWING ORCHESTRA – N° 2 – Sing Along Songs For The Damned & Delirious

Pubblicato il 24/11/2009 da
voto
7.0
  • Band: DIABLO SWING ORCHESTRA
  • Durata: 00:48:19
  • Disponibile dal: 21/09/2009
  • Etichetta: Ascendance Records
  • Distributore: Audioglobe

La storia della Diablo Swing Orchestra è piuttosto particolare, sia che si tratti di cruda verità sia che si tratti – come è molto probabile – di un’astuta e ben curata messinscena: la prima apparizione dell’Orchestra del Diavolo risalirebbe addirittura al 1501, quando in Svezia le performance di questo ensemble iniziarono a generare trambusto e scompiglio fino a costringere i prelati locali a bandire la formazione e a condannare due anni dopo i suoi membri a triste sorte (impiccagione collettiva al termine del loro ultimo concerto!); ma grazie ad uno stratagemma – lettere tramandate nei secoli da antenato ad antenato – nel 2003 la Diablo Swing Orchestra svedese ha rivisto la luce ed è risorta, fortunatamente in un’epoca e in un Paese dove le persecuzioni religiose sono solo materiale per vignette. Nel 2006 poi, “The Butcher’s Ballroom”, debutto su full-length della D:S:O, ha permesso al sestetto scandinavo di convogliare un discreto/buono coacervo di adoranti adepti. Oggi, accasatasi in pianta stabile alla Ascendance Records – sussidiaria della Candlelight specializzata in female-fronted bands, l’Orchestra se ne torna sul palcoscenico con questo “N° 2 – Sing Along Songs For The Damned & Delirious”, disco che fa dell’avantgarde metal (e non) il suo unico verbo. Fantasia a catinelle, azzardi continui, miscelazioni improbabili, copulazioni grottesche ed ironiche e chi più ne ha più ne metta; certamente originali, i nostri svedesoni – guidati dall’altrettanto svedesona Annlouice Loegdlund – hanno un unico difetto, almeno per chi scrive: sono troppo macchiettistici. E poi, diciamola tutta, sono anche un po’ troppo poco metal. Per il resto, la varietà di soluzioni messa sul banco per il suo secondo lavoro permetterà senza dubbio alla D:S:O di aumentare ulteriormente la già nutrita fanbase: lo swing metallizzato di “A Tapdancer’s Dilemma” non fa in tempo a dipanarsi che già abbiamo capito che la pazzia di questo gruppo è dettata da un’organizzazione meticolosa di ogni particolare; e basta proseguire nell’ascolto per verificare la ricchezza e l’accuratezza degli arrangiamenti di tracce quali “A Rancid Romance”, “Memoirs Of A Roadkill” e “Lucy Fears The Morning Star”, nel cui finale pare di sentire addirittura “Livin’ La Vida Loca” di Ricky Martin coi chitarroni… L’Orchestra ci piace più quando aumenta le dosi di groove e aggressione nella sua musica, ed infatti ci troviamo indecisi fra “New World Widows”, “Vodka Inferno” e “Ricerca Dell’Anima” nel definire il brano principe di questo disco, un lavoro che è capace di ricordare Therion, System Of A Down, Slipknot, jazz, tango, musica classica, lirica e folk russo in un calderone sonoro di stravaganti ma (abbastanza) efficaci contenuti. Per qualcuno sarà una genialata, per noi la Diablo Swing Orchestra si ferma a band brava, coraggiosa e divertente. E se avete visto al cinema il recente ‘Parnassus’, ecco la sua ideale soundtrack!

TRACKLIST

  1. A Tapdancer’s Dilemma
  2. A Rancid Romance
  3. Lucy Fears The Morning Star
  4. Bedlam Sticks
  5. New World Widows
  6. Siberian Love Affairs
  7. Vodka Inferno
  8. Memoirs Of A Roadkill
  9. Ricerca Dell’ Anima
  10. Stratosphere Serenade
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