DIABLO SWING ORCHESTRA – Pandora’s Piñata

Pubblicato il 07/07/2012 da
voto
7.0
  • Band: DIABLO SWING ORCHESTRA
  • Durata: 00:53:01
  • Disponibile dal: 22/05/2012
  • Etichetta: Candlelight
  • Distributore: Audioglobe

Torna l’amata Diablo Swing Orchestra, complesso svedese che trascende una moltitudine di generi e che si rifà alla genesi storica della reale Orchestra del Diavolo del passato. Il curioso titolo del nuovo – e terzo – lavoro sulla lunga distanza è “Pandora’s Piñata”, ben utile a descrivere le sonorità della band in questo 2012, esattamente come l’immagine di una fanciullesca Pandora che gioca alla pentolaccia ci fa sorgere in mente. Rompendo la pignatta, chissà quali magie e ingredienti ci saranno al suo interno? Nulla di certo e nulla di stabile, sia chiaro, in quanto la D:S:O è nata per sorprendere e senza alcun limite musicale. Ancora una volta, infatti, troviamo in bella mostra accelerazioni thrash-death metal abbinate a partiture che ci portano in pieno swing, al culmine del jazz, condite da fiati e archi ovunque e, in quest’occasione, baciate anche da ottimi arrangiamenti percussivi ed elettronici, che denotano un certo interesse della formazione verso modernità quali Slipknot e Korn. Non che in passato questi ragazzi di Stoccolma si siano limitati, ma il qui presente avantgarde-progressive metal ci sembra sempre così strampalato e curato nei minimi particolari da risultare innovativo e speciale in ogni occasione. Difficile del resto rimanere impassibili alle tre composizioni iniziali, fra le quali “Voodoo Mon Amour” apre le danze in maniera tanto frenetica e inarrestabile da farci sembrare la musica degli anni Cinquanta come l’anticamera più prossima all’avvento del math-core. La Diablo Swing Orchestra va presa per quello che è, ovvero una creatura completamente open-minded e incorruttibile, guidata all’apparenza dalla voce istrionica di Annlouice Loegdlund – superba nel pezzo non metal “Aurora”! – ma in realtà trainata dal gusto espressivo dei fiati di Martin Isaksson alla tromba e Daniel Hedin al trombone, senza assolutamente dimenticarci l’apporto prezioso del violoncellista Johannes Bergion e le spettacolari percussioni/drums dell’ex-Therion Petter Karlsson, ora però uscito dall’Orchestra. Chiaro che le chitarre e i loro riffoni passano decisamente in secondo piano quando, ad esempio, l’atmosfera messicana à la Speedy Gonzales di “Guerilla Laments” oppure la sarcastica emulazione delle giapponesi Babymetal nella Tarantiniana “Black Box Messiah” prendono il sopravvento, ma bisogna dare atto ai ragazzi di riuscire a mantenere una sufficiente aura metallica fra le inevitabili derive classiche, da balera, non metal, sinfoniche e quant’altro, che “Pandora’s Piñata” imbocca di tanto in tanto. E’ talmente alto il lavoro di composizione e arrangiamento, basti sentire cosa combina il basso di Andy Johansson, che la volontà di dare un votone nell’immediato è davvero forte, in quanto la D:S:O propone musica indubbiamente originale e superiore. Però, esattamente come successo per il precedente platter, resta quel po’ di amaro in bocca quando termina l’album e ci si ritrova a cercare, senza quasi risultato, una melodia che si sia stampata in mente, oppure un mood che in qualche modo ci abbia coinvolto. Avantgarde metal ai massimi livelli, d’accordo, ma il temibile spettro di una versione metal dei Gogol Bordello si sta paurosamente materializzando… Formazione di gran classe, comunque.

TRACKLIST

  1. Voodoo Mon Amour
  2. Guerilla Laments
  3. Kevlar Sweethearts
  4. How To Organize A Lynch Mob
  5. Black Box Messiah
  6. Exit Strategy Of A Wrecking Ball
  7. Aurora
  8. Mass Rapture
  9. Honey Trap Aftermath
  10. Of Kali Ma Calibre
  11. Justice For Saint Mary
2 commenti
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