DIABOLIC OATH – Profane Death Exodus

Pubblicato il 07/07/2020 da
voto
7.5
  • Band: DIABOLIC OATH
  • Durata: 00:38:44
  • Disponibile dal: 26/06/2020
  • Etichetta: Sentient Ruin
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Facendo leva su un’intensità d’esecuzione spropositata e una positiva ansia da prestazione, i Diabolic Oath confezionano un album in bilico fra vecchia e nuova scuola black/death metal, dando il giusto risalto sia alla bestialità fuori controllo della contemporaneità, sia all’ignoranza catacombale del death metal novantiano. Si frullano assieme diverse scuole e pensieri in “Profane Death Exodus”, intessendo trame che hanno a cuore tanto una spregevolezza smargiassa incline a trasformarsi nel tipico caos war metal, quanto una ritmicità, una quadratura e un pizzico di groove rimandanti, invece, al caro US death metal di una volta. La foga esecutiva dà una prima inquadratura leggermente fuorviante, perché in principio emerge la natura disumana della compagine statunitense, la sua bramosia di travolgere e scorticare qualsiasi cosa, mietendo vittime tramite un guitarwork nervoso e torbidissimo e un drumming sparato, portato spesso verso blastbeat terrificanti.
Bisogna un attimo districarsi nel turbine di invettive del triplo growl – espediente maneggiato con giudizio – e nell’uragano ritmico, oltre che in una produzione nerissima (per quanto nitida e non ostentatamente confusa), per ritrovare il bandolo della matassa e comprendere meglio il discorso. Difatti, ascoltando con attenzione si coglie un riffing affilato e bituminoso da death metal vecchia maniera, e in breve si può apprezzare quel piglio demoniaco e quelle armonie nobilmente malvagie di una realtà come i Dead Congregation, perfetto trait d’union tra un death metal ‘originario’ e le sue devianze moderne. I Diabolic Oath non inventano nulla e non sfoggiano alcuna peripezia sperimentale, però lavorano benissimo su dinamiche, riff e piccoli dettagli, esprimendo in un minutaggio relativamente contenuto una valanga di ottimi spunti.
Nel loro caso, la vena di pazzia e la protervia dell’aggressione continuativa si diramano in tante piccole variazioni, stacchi da headbanging cruento, momenti marziali, rallentamenti ammorbanti, rilanciando ogni volta l’azione con scatti brucianti e una dolorosità d’azione che non può lasciare indifferenti. Emerge inoltre un tasso tecnico di rilievo, donante una profondità non comune alle parentesi ritmicamente più composite e che non guasta affatto nemmeno quando la band carica a testa bassa. “Profane Death Exodus” cresce nel tempo, altro dettaglio non da poco, e nonostante il ‘già sentito’ sia un’impressione nient’affatto sbagliata al suo cospetto, questo è un disco che conquista per la forza intrinseca dei pezzi e la compattezza dell’intera tracklist. Per chi va fuori di testa per il death metal nero come la pece, l’ascolto è d’obbligo.

TRACKLIST

  1. Towards Exalted Coronation
  2. Immaculate Conjuration of Infernal Recrudescence
  3. Morbid Ekstasis
  4. Emundationem Flammae
  5. Apocryphal Manifestations
  6. Opening the Gates to Blasphemic Domination
  7. Chalice of Conquering Blood
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