DIABOLIZER – Khalkedonian Death

Pubblicato il 29/06/2021 da
voto
8.0
  • Band: DIABOLIZER
  • Durata: 00:45:00
  • Disponibile dal: 02/07/2021
  • Etichetta:
  • Everlasting Spew Records
  • Me Saco Un Ojo Records

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Sebbene siano trascorsi ben cinque anni da “Apokalypse”, EP d’esordio che pareva sempre più destinato a restare un exploit isolato da parte di un progetto velocemente passato in secondo piano rispetto ad una lista di priorità sempre più fitta, i death metaller turchi Diabolizer tornano inaspettatamente con un full-length capace di legittimarli subito come una realtà vitale e meritevole di grande attenzione.
Dopo avere dato la precedenza negli ultimi tempi ad altri gruppi di cui è il principale compositore (Hyperdontia, Decaying Purity ed Engulfed), l’instancabile chitarrista Mustafa Gürcalioğlu è finalmente riuscito a mettere insieme il primo album di questa sua creatura, le cui canzoni danno una rappresentazione del musicista di Istanbul nella sua dimensione più barbara e furente. “Khalkedonian Death” risolve infatti ogni dubbio in merito a un cambiamento nella direzione stilistica della band rispetto al mini del 2016: proprio come allora, la formazione risulta infatti assolutamente indiavolata e interessata a mettere al centro di tutto un approccio estremamente concreto e violento, in cui vengono ignorate alcune delle finezze ravvisabili nei dischi dei succitati progetti per far risaltare il più possibile la più genuina potenza del death metal, oltre a un piglio thrasheggiante immediatamente contagioso.
I Diabolizer non appartengono a nessuna delle micro-mode presenti nell’underground death metal di oggi: qui non si trovano ricicloni swedish death metal, tributi agli Incantation, dissonanze e arrangiamenti elaborati o, di contro, quelle soluzioni becere che stanno a cuore a certi esponenti di etichette come la Maggot Stomp; le atmosfere ossessive e il riffing tesissimo e infervorato che perturbano il disco semmai esprimono chiaramente la devozione che i ragazzi nutrono per band come Vomitory, Vader, (primi) Deicide o Centurian, ovvero gente che in carriera ha sempre badato al sodo con un certo stile, abbinando drittissime badilate sul volto a un velo di malignità. Pur muovendosi all’interno di un contesto molto concreto, anche nei passaggi più groovy il lavoro di chitarra del gruppo turco resta dunque altamente velenoso, e l’album nella sua interezza risulta piacevolmente ammantato da una patina sinistra, quest’ultima espressa attraverso melodie luciferine, arpeggi beffardi e duelli in chiave solista che in un paio di circostanze riescono a coinvolgere anche un basso improvvisamente intraprendente. Di conseguenza, non deve stupire la consistente durata dei brani, la cui pesantezza dei contenuti è sorretta da un songwriting dinamico e intelligente, votato ad architettare strutture che non si esauriscono mai in un paio di assalti all’arma bianca.
“Khalkedonian Death” è insomma un disco con i nervi a fior di pelle, ma dal significato un po’ più complesso di quanto ci si potrebbe inizialmente aspettare. I Diabolizer hanno tante idee per la testa e tanto vogliono condividere con l’ascoltatore: il risultato è una prova densa ed estenuante, che ci porta alla conoscenza di una band davvero determinata nel definire il proprio death metal e nel non lasciarsi distrarre da ciò che oggi va per la maggiore nel mondo underground.

TRACKLIST

  1. Dawn of Obliteration
  2. Maelstroms of Abhorrence
  3. Cloaked in an Aura of Madness
  4. Mayhemic Darkness and Possessed Visions
  5. Sulphurous Vengeance
  6. Bringers of Khalkedonian Death
  7. Spearfuck the Throes of Treason
  8. Perishing in His Oceans of Blood
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