5.0
- Band: DIAMOND HEAD
- Durata: 00:47:05
- Disponibile dal: 21/11/2005
- Etichetta:
- Cargo Records
- Distributore: Frontiers
In molti avranno sentito almeno parlare dei Diamond Head, band nataalla fine degli anni Settanta e nota per la canzone “Am I Evil”,contenuta nel loro album d’esordio “Lightning To The Nations”. Dopo ilbotto però più niente: un paio di album deludenti e lo scioglimento nel1985. Il vero e proprio colpo di fortuna per i ragazzi si chiamaMetallica: sembra infatti che gli inglesi siano una delle bandpreferite di Lars Ulrich, che non fa nulla per nasconderlo, facendocosì un’insperata pubblicità attorno alla band. Dopo la reunion vienepubblicato il discreto “Death And Progress” ma anche stavolta le cosenon vanno per il verso giusto e nel 1995 avviene il secondoscioglimento. Ai nostri giorni il leader e chitarrista Brian Tatlerraccoglie i cocci e, circondato da nuovi compagni d’avventura, ritentala fortuna e lo fa con questo “All Will Be Revealed”. In realtà, duoledirlo, l’unica cosa che ci viene rivelata dopo l’ascolto dell’album, èla mediocrità di una band che quasi sempre non si è dimostrataall’altezza della situazione. Il lavoro è composto da dodici tracce dihard rock appeso tra sonorità moderne e songwriting settantiano, con losguardo rivolto sempre verso i Led Zeppelin e, in maniera minore, versoi The Cult. Vi sono delle tracce discrete come “Mine All Mine”, hardrock robusto con linee vocali plantiane e buoni guitar solos, oppure”Broken Pieces”, purtroppo rovinata però da un chorus davvero brutto.L’album scorre via nella noia più totale e non bastano le chitarregrasse o la buona prova di Nick Tart dietro il microfono a salvare lasituazione. La mediocrità è imperante e a volte la band sembra perderela bussola, come in “Lost At Sea”, sorta di power ballad che alternapartiture piutosto attuali a passaggi che sfociano nel beat sessantianotipico degli Stones di “Aftermath”. Si sbadiglia molto insomma, equando arriva un pezzo come “Drinkin Again”, dove almeno si rockeggiadi gusto, non si può che essere felici. Se questi sono gli esiti forseera meglio lasciare le cose come stavano e non riformare la band. Altranota di demerito: allí’nterno del booklet c’è un’intervista a DaveMustaine durante la quale ovviamente il singer racconta dellí’mportanzaavuta dai Diamond Head nella sua formazione musicale. Insomma, se lorostessi sono i primi ad avere bisogno di questi mezzucci per far capirequanto sono stati grandi, ciò significa che probabilmente nemmeno lororiponevano una gran fiducia in quello che avevano scritto. Mah.
