DIMITRY SCOPELLITI – Codex Magika

Pubblicato il 07/12/2012 da
voto
6.5
  • Band: DIMITRY SCOPELLITI
  • Durata: 00:26:14
  • Disponibile dal: 08/10/2012
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Secondo prodotto discografico per Demetrio ‘Dimitry’ Scopelliti, chitarrista di origini italiche come tradisce il cognome, trapiantato però da qualche anno in Scandinavia. Attualmente attivo con i thrasher piemontesi Arcadia, ex membro di Infection Code e sessionman dal vivo con gli internazionali Abomination, Dimitry non è certo un volto nuovo sulle scene metal, e si conferma grazie a queste partecipazioni come un chitarrista ‘di sostanza’, con salde radici nel sottobosco del metal più duro ed estremo. “Codex Magika”, come il precedente “Evolution”, è un piacevole e ben fatto EP che ci mostra una natura un po’ diversa del bravo strumentista, permettendogli di mettere in campo un più vasto portafoglio di influenze, tra le quali si trovano anche il progressive, il rock, il blues, il jazz e una buona dose di hard dei vecchi tempi. Composto da cinque brani, di cui due cantati, l’album snocciola numerose suggestioni dai generi sopra citati, contaminandole non solo tramite diversi stili chitarristici, ma anche grazie all’uso di strumenti atipici, come il sax presente sul brano “Fusion Core”, pur mantenendo sempre un approccio tipicamente da shredder. L’apertura dell’album è lasciata a “Buried In Your Mind”, uno dei due pezzi cantati: brano roccioso e dalle forti tinte progressive, generate da reiterati cambi di tempo e di tonalità, risulta valorizzato soprattutto da un’asimmetrica ma interessante linea vocale, appoggiata ad un cupo riff, molto carico a livello di saturazione, ugualmente debitore a thrash e progressive metal. Lasciato dunque almeno momentaneamente da parte il discorso puramente solistico, questo brano si rivela molto interessante, in virtù sopratutto della sua struttura inattesa e delle sbilenche melodie vocali; e ci mostra la varietà compositiva di Dimitry anche al di fuori del solo discorso shredding. “Desire” è introdotta da percussioni etniche che mettono in mostra un lato ancora inatteso del chitarrista, ed evolve poi in una serie di passaggi solisti debitori sopratutto del metal classico e di tutto il chitarrismo di quell’estrazione. “Five” inspessisce il suono generale, supportando con ritmiche più quadrate assoli ancora più marcatamente metallici. Il pezzo si rivela un successo, ponendosi come il migliore tra i brani strumentali, e ci mostra un’ottima integrazione tra il virtuoso solismo di Dimitry e le complesse costruzioni ritmiche. Ben più strana è la già citata “Fusion COre”, che inizia con le solite pesanti e cupe ritmiche che tanto piacciono all’artista piemontese e che a poco a poco lascia spazio invece ad un solismo sempre più ingombrante, prima di spezzare le regole fin’ora create con l’introduzione del già menzionato sax in contrapposizione alla chitarra. Pezzo molto particolare, anche perché riassume molti dei trademark d Scopelliti, ma che richiede diversi ascolti per essere assimilato, e che anche dopo questi finisce per lasciarci un po’ in assenza di ossigeno per l’eccessiva stranezza. “It Begins Again” ripresenta in chiusura il roco cantato che ci aveva attratto nella opener… in questo caso però le linee vocali risultano più standardizzate e meno intriganti, mentre per contrapposizione risulta incredibilmente aumentato il tasso di complicatezza delle folli ritmiche. I cambi di tempo e di atmosfera sono molteplici per soli cinque minuti di durata, ma dipingono un pezzo ancora una volta dalle forti connotazioni progressive, che tornano prepotenti a colorare il pezzo. Un EP interessante e ben fatto, che ci mostra un chitarrista il cui punto forte è sicuramente la marcatissima personalità e il suono un po’ particolare.

TRACKLIST

  1. Buried In Your Mind
  2. Desire
  3. Five
  4. Fusion Core
  5. It Begins Again
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