DINE IN HELL – Orphans

Pubblicato il 01/12/2011 da
voto
5.5
  • Band: DINE IN HELL
  • Durata: 00:31:08
  • Disponibile dal: 01/11/2011
  • Etichetta: Indelirium Records
  • Distributore:

Debut album per i Dine In Hell, band originaria di Ravenna che negli ultimi anni è stata molto attiva sul fronte live, proprio come vuole la grande tradizione hardcore-metal romagnola. “Orphans” è appunto il primo full-length dei ragazzi, un disco diviso tra disimpegno e introspezione, in cui si ritrovano riferimenti che, senza andare troppo indietro nel tempo, vanno dai The Ghost Inside ai Misery Signals. Un rifferama massiccio su cui si stagliano continuamente solismi, arpeggi e melodie è il filo conduttore del lavoro, che sotto vari aspetti sembra proprio uscito dalla scuderia di etichette statunitensi oggi piuttosto in voga come la Mediaskare o la Rise Records. L’album, in effetti, suona molto “americano”, anche se, a onor del vero, nel songwriting del gruppo non si rintraccia ancora quell’efficacia e quel “tiro” ormai marchio di fabbrica dei succitati The Ghost Inside e compagnia saltellante. Sostanzialmente, “Orphans” sa un po’ troppo di già sentito, oltre a presentare una tracklist dalla qualità altalenante, che a volte – come spesso accade in questo genere – si inceppa nel breakdown troppo forzato o in una interpretazione vocale un po’ statica. Il growling di Gazza appare infatti un po’ troppo aspro per questo tipo di sonorità: anche se a tratti viene affiancato da gang vocals o puliti, risulta sempre più adatto a una band death-core o simile, piuttosto che a un sound che dà sempre un certo spazio alla melodia. In generale, non guasterebbe affatto una maggior agilità, sia a livello ritmico e di guitar-work (quindi meno parti “metal” e più campo all’hardcore), sia a livello di cantato. Non è un caso, quindi, che i brani più convincenti risultino quelli dotati di maggior immediatezza o di toni quasi radio-friendly, come “Until n.0” o “Embrace Your Existence”. I Dine In Hell in futuro dovranno perciò cercare di diversificare meglio le suggestioni e il “vestito emotivo” dei loro pezzi, lasciando magari perdere certe pacchianate metal-core che ormai hanno proprio stancato. Altri giovani gruppi come Hundredth o Counterparts sembrano già averlo intuito… ora speriamo che presto tocchi anche ai nostri.

TRACKLIST

  1. Into The Misery
  2. The Forgotten
  3. Echo
  4. The Biggest Infection
  5. Accept The Good
  6. Circle Of Crypts
  7. Until n.0
  8. Embrace Your Existence
  9. Siberia
  10. Orphans
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