DIO – MASTER OF THE MOON

Pubblicato il 08/09/2004 da
voto
8.0
  • Band: DIO
  • Durata: 00:46:13
  • Disponibile dal: 30/08/2004
  • Etichetta: SPV Records
  • Distributore: Audioglobe

Sulla lunga distanza “Master Of The Moon” potrebbe rivelarsi un piccolo classico: tutti gli elementi del tipico Dio-sound rispondono alla chiamata, ma assemblati in modo tale da offrire un sunto esaustivo di quanto di buono l’ex Rainbow ha inciso a partire da “Magica”, album che ha segnato il ritorno a quelle sonorità che da tradizione identificano nei più il suono del glorioso act. Un commiato alle sperimentazioni dell’era Tracy G (“Angry Machines” e “Strange Highways” sono tutt’ora, giustamente, oggetto di rivalutazione) ed un mesto ritorno sui propri passi, questa in sintesi l’ultimissima fase artistica del vecchio Ronnie, con un piede nel concept e l’altro nell’enfasi epic, proprio quanto la nuova release offre, con un lotto di efficaci composizioni dal respiro dark. Ad esclusione dell’opener “One More From The Road”, molto è lo spazio lasciato ai mid tempo, a partire dalla title track (in verità abbastanza insipida e forzata nel refrain) per giungere alla tenebrosa “The Eyes”, adagiata su un sinistro bordone d’archi. Da applausi “The End Of The World”, testo evocativo, riff penetrante (di chiara matrice AC/DC) ed un’interpretazione messaggera di sventure, come si conviene ad un ambasciatore degli inferi. “The Man Who Would Be King” emana lo stesso feeling disturbante, di nuovo un tempo sommesso, un cambio centrale baciato dal tocco magico di Craig Goldy e, per una strana coincidenza, un altro impercettibile plagio (le tastiere riprendono a specchio la modulazione di “A Whiter Shade Of Pale” dei Procol Harum). La prova al basso dell’ex Dokken Jeff Pilson non va oltre il professionale, ma era obiettivamente difficile ricavare una vetrina fra gli angusti (ed essenziali) riff del platter, mentre di luce propria brilla il rientrante Goldy, autore nei vari brani di autentici pezzi di bravura, nonostante non possa vantare le doti tecniche del funambolo Doug Aldrich. Prodotto e prestazioni di altissimo livello, quanto basta per consigliarne l’acquisto.

TRACKLIST

  1. One More For The Road
  2. Master Of The Moon
  3. The Ned Of The World
  4. Shivers
  5. The Man Who Would Be King
  6. The Eys
  7. Living The Lie
  8. I Am
  9. Death By Love
  10. In Dreams
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