DISBELIEF – The Symbol Of Death

Pubblicato il 02/05/2017 da
voto
8.0
  • Band: DISBELIEF
  • Durata: 01:03:14
  • Disponibile dal: 21/04/2017
  • Etichetta: Listenable Records
  • Distributore: Audioglobe

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Riprende da “The Symbol Of Death” il viaggio sonoro dei Disbelief, una delle realtà più longeve e sottovalutate del circuito extreme metal europeo, formatasi nell’ormai lontano 1990. Il carismatico frontman Karsten “Jagger” Jäger – di recente entrato a far parte anche dei veterani Morgoth – e il bassista e principale compositore Jochen Trunk si sono rivelati gli irremovibili centri di gravità di un progetto che, partendo da umili basi death metal, negli anni è quasi sempre stato capace di confezionare musica dalla spiccata personalità. I tedeschi non sono mai stati baciati dalla fortuna e di rado hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti, ma dischi come “Worst Enemy”, “Shine” o “Spreading The Rage” sono lì a dimostrare come il moniker Disbelief sia sovente stato sinonimo di sonorità fresche e accattivanti, certamente lontane dalle forme death metal più dozzinali. Purtroppo le varie case discografiche alle quali i Nostri si sono appoggiati in carriera hanno di rado valorizzato questo talento e questa individualità: tutt’oggi i Disbelief vengono inspiegabilmente presentati soltanto come un gruppo per fan di Bolt Thrower e Obituary, quando invece la loro musica racchiude da tempo anche influenze e sensibilità che nulla hanno a che vedere con certe matrici old school. Se nel death metal si cerca soltanto impatto, violenza e occasione per sgombrare la mente, allora il materiale del quintetto probabilmente non farà al caso vostro; di contro, coloro che amano sperimentazione, emotività e ricercatezza – in un contesto pur sempre aggressivo – allora qui troveranno pane per i loro denti. E da masticare c’è davvero parecchio. Dopo una pausa di ben sette anni, i Disbelief si ripresentano con una delle loro opere più sentite e ispirate: come per alcuni dei loro lavori migliori, ad un primo ascolto si potrebbe dire che questo lunghissimo “The Symbol Of Death” sia uscito da un ipotetico territorio situato fra il death metal più quadrato, i deliri nevrotici di certo sludge e “post” metal e le melodie oblique dell’Inghilterra post punk. E come per album come quelli succitati, in “The Symbol…” confluiscono anche vaghe arie alternative e certa teatralità espressiva tipica del progressive. Gli attacchi dei brani – vedi quello dell’efficace opener “Full of Terrors”, ad esempio – ci rivelano innanzitutto il solito screaming irrequieto di Jagger, che si arrampica disperato sui riff ipnotici delle chitarre e il robusto lavoro di batteria, ma con il passare dei secondi ci si imbatte quasi sempre in una fluida altalena di ritmi e suggestioni, vedi i break puliti da nevrosi urbana di “The Unsuspecting One”, il groove isterico e la travolgente fisicità di “Nothing to Heal” o il mix di sconforto e dolcezza di “Shattered”. Nelle loro ultime prove in studio i tedeschi non sempre erano riusciti ad esprimersi al meglio, ma su “The Symbol Of Death” torniamo a respirare un grande amore per la musica, il gusto per la ricerca e la sperimentazione, quella soddisfazione di suonare ciò in cui si crede, anche a fronte di un successo modesto. Un piacere che si riversa sul fortunato ascoltatore, il quale si trova a sorbire lentamente una proposta nella quale si riflettono tutta l’inquietudine e l’incertezza di questo nostro tempo, abbinate a soluzioni che rimandano a vecchi capitoli discografici come il suddetto “Spreading The Rage” o il più recente “Protected Hell”. Chissà ora in quanti si accorgeranno di questi ammirevoli sforzi, ma l’iniziare a vedere i Disbelief come una band da Roadburn festival piuttosto che da Party.San (con tutto il rispetto per questo grande evento) potrebbe già essere una conquista…

TRACKLIST

  1. Full of Terrors
  2. The Unsuspecting One
  3. The Symbol of Death
  4. Embrace the Blaze
  5. To Defy Control
  6. Rest in Peace
  7. Evil Ghosts
  8. One by One
  9. Nothing to Heal
  10. The Circle
  11. Into Glory Ride
  12. Shattered
  13. Anthem for the Doomed
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