DISILLUSION – Back To Times Of Splendor

Pubblicato il 14/04/2004 da
voto
7.5
  • Band: DISILLUSION
  • Durata: 00:56:52
  • Disponibile dal: 05/04/2004
  • Etichetta: Metal Blade Records
  • Distributore: Audioglobe

Capita ancora che un gruppo di esordienti sia capace di suscitare brividi inediti e sentimento? Ci sono ancora band che, emergendo quasi dal nulla, sappiano lasciare un piacevole stupore nell’ignaro ascoltatore? Se si parla dei Disillusion, la risposta è certamente sì. La storica Metal Blade ha avuto un discreto fiuto nel reclutare il terzetto tedesco tra le sue fila (incolori da un po’ di tempo a questa parte, eccettuati i gruppi di punta). Capeggiati dal carismatico Vurtox, qui anche in veste di producer, i Disillusion danno alle stampe un esordio veramente riuscito, che di diritto li colloca nella categoria prestigiosa delle band da tenere sotto osservazione per il futuro. “Back To Times Of Splendor”, questo l’evocativo titolo del full-length, è il frutto di una gestazione durata più di due anni, spesi tra composizione e registrazioni, e si giova di una nutrita schiera di guest-musician. Della masterizzazione, avvenuta ai Mastersound Studio di Fellbach, si è occupato Alex Krull degli Atrocity, invidiato consorte della bella Liv Kristin. Per quanto riguarda il profilo strettamente produttivo, l’album non ha nulla da invidiare al resto dei prodotti sul mercato: i suoni sono ottimi e funzionali, perfettamente al servizio delle istanze artistiche che animano l’intero lavoro. L’artwork curatissimo è il primo elemento di contatto con l’universo emozionale celato da “Back To Times Of Splendor”: un paesaggio che ricorda le tavole Romantiche del trattato “On The Sublime”, pervaso dai colori opulenti dell’inizio autunno, avvolto di wilderness, di luce caldissima e di tenebra. In tutto l’album, modellato come una peregrinazione tra i sentimenti ondivaghi di una storia intessuta da passione e dramma, non si fa che tentare disperatamente di scongiurare l’autunno. Complice un songwriting pieno di talento e di ispirazione lirica, che a tratti raggiunge il fascino atemporale di una favola antica, i Disillusion ci guidano attraverso il loro mondo, fatto di trionfi, tragedie e destini inesorabili. Costantemente sotteso all’opera è il vagheggiamento di un’età incantata eterna, che rifugga settembre, che possa vincere la stagione in cui la bellezza è al colmo del suo splendore, proprio perché sta per morire. Le suggestioni romanzesche che animano la creazione dei Disillusion non devono farvi desistere dal considerare accessibile o interessante questo “Back To Times Of Splendor”, che ha dalla sua molta freschezza d’ispirazione compositiva. Sicuramente è un disco che necessita ascolti continuati per essere colto al meglio in tutta la sua densità di idee, ma è anche un lavoro in grado di colpire l’ascoltatore sin dalle prime battute. In apertura appaiono le efficacissime “And The Mirror Cracked” e “Fall”, dall’incedere maestoso, soffuse di dolore quasi eroico. E’ immediatamente chiaro quanto i Disillusion siano debitori alla tradizione svedese, in primis al poliedrico Dan Swano e ai suoi fenomenali Edge Of Sanity per quanto concerne la qualità dell’approccio melodico, l’impostazione vocale e la ricchezza contenutistica. Inoltre sono riscontrabili echi dei primi Soilwork, specialmente negli stacchi thrash-death che controbilanciano i momenti atmosferici o più interlocutori. Le chitarre, anche acustiche, costituiscono l’asse portante dei brani, sfoggiando sia tecnica che cuore. Delineano con abilità tutto il ventaglio di emozioni necessario alla resa della materia drammatica, coadiuvate da arrangiamenti vari e fantasiosi, mai però estranei al controllo logico di fondo. L’eclettismo delle soluzioni vocali adottato da Vurtox è un merito espressivo innegabile, che contribuisce a dare una personalità propria e distinguibile alle song. Accanto alle tonalizzazioni voce-chitarra compaiono accenni di piano, parti in fretless bass da brividi, delicatissimi cori polifonici, violini solitari, contrasti aggressivi e cavalcate aeree. Gli accenti svariati che compongono la musica dei Disillusion sanno passare molto disinvoltamente uno dentro l’altro, con una fluidità ammirevole. Riuscitissima in questo senso è la title-track, prima delle due suite presenti su “Back To Times Of Splendor”. Descrivere dettagliatamente le sensazioni cangianti che emergono da un’ora di musica sarebbe un lavoro sterile, vi basti sapere che Vurtox e compagni sanno davvero quali corde sfiorare per emozionarci. Sanno creare pathos e paradisi perduti, profetizzare cadute, dare sfumature al buio e al silenzio, fare di un lago un movimento d’anime prigioniere. Per concludere: all’esordio i Disillusion vogliono subito confrontarsi con un progetto ambizioso, dimostrare il loro talento e mettere, come si suol dire, molta carne al fuoco. Nella maggioranza dei casi una scelta di questo tipo risulta penalizzante, soprattutto per la disproporzione effettiva tra risorse artistiche reali e ideali. Per quanto riguarda i tre tedeschi sentiamo invece di decretare il successo dell’operazione. Miglioreranno ancora, ma già allo stato attuale sono stati in grado di far perdonare le loro pecche strutturali (ad esempio la prolissità un po’ eccessiva di “The Sleep Of Restless Hours”) con il ricco potenziale delle idee in gioco e con la volontà di creare un prodotto proprio e molto sentito, capace di coinvolgere al di là dell’apparente concettosità. Premiate con un ascolto i Disillusion, lasciate che vi riportino a tempi dimenticati, disseppellite con loro l’angoscia e lo splendore perduto… “Knowing, this is coming to an end/But still I am hoping that fall will never come./But it came”.

TRACKLIST

  1. ... And The Mirror Cracked
  2. Fall
  3. Alone I Stand In Fire
  4. Back To Times Of Splendor
  5. A Day By The Lake
  6. The Sleep Of Restless Hours
1 commento
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