DISPIRIT – 111112

Pubblicato il 01/06/2013 da
voto
7.5
  • Band: DISPIRIT
  • Durata: 00:47:00
  • Disponibile dal: 01/01/2013

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Weakling, The Gault, Asunder, e ora Dispirit. La parabola creativa di John Gossard non conosce la luce e il suo output creativo sembra incapace di manifestarsi al di fuori delle tenebre più cupe e intricate. Forse è proprio per questo che la musica dei Dispirit è così dannatamente incasinata, perché la mente che la produce non conosce altro che morte e dannazione. Gossard ha dato vita ai Dispirit nell’ormai lontano 2000. La band è esistita come progetto solista anche in contemporanea  agli Asunder e ai The Gault tanto è ormai “stagionata”, ma il mistero che la avvolge, nonostante i Nostri suonino concerti regolarmente nella loro natia San Francisco Bay Area, è pressoché totale. Si vocifera, e Gossard stesso allude spesso alla sua esistenza durante gli show, che la band stia lavorando ad un’opera di black doom titanica, un’opera talmente ambiziosa, meticolosa e imponente che ad oltre dieci anni dalla formazione della band persino la sua stessa esistenza è avvolta nel mistero più totale. Si vocifera anche che Chris Bruni della Profound Lore Records abbia “prenotato” in qualche modo la pubblicazione esclusiva del disco sin dalla metà degli anni Duemila, quando pubblicò “Works Will Come Undone” degli Asunder. Insomma una chimera, un essere leggendario che sembra esistere in un limbo di realtà e fantasia di difficile individuazione. Proprio per tutti questi motivi la band cerca di pubblicare “qualcosa”, di tanto in tanto, da dare in pasto alla gente come contentino, per sedare la fame dei fan e per produrre un qualche segno tangibile della propria esistenza musicale. E per fare questa operazione, la band mette in vendita audiocassette (prodotto notoriamente a bassissimo costo) in edizione super limitata delle loro jam in studio (come fu per “Rehearsal At Oborten”, uscito un paio di anni fa) e come è oggi per questo “111112”, contenente dei demo di ciò che si presume finirà nel fantomatico e monumentale full-length, e interamente registrato, prodotto e pubblicato dalla band tramite cinquecento cassette numerate a mano. Tutto sembra iper-amplificato nel mondo dei Dispirit: tirano fuori un demo autoprodotto in cassetta ma questo finisce per contenere quasi cinquanta minuti di black doom tombale e catatonico srotolato su tracce che arrivano a toccare i diciotto minuti. Piccoli oblii di terrore, insomma, che la band semina in giro come le molliche di pane di Hansel e Gretel e che portano, presumibilmente, ad un lavoro vero e proprio dalle dimensioni catastrofiche. Staremo a vedere, ma intanto sappiate che “111112”, com’era prevedibile, contiene quella che è forse la musica più inconsolabile, devastata e annichilita che sentirete mai. E pur nella qualità audio non certo professionale del prodotto, sentirete il suono stesso della morte letteralmente strisciare in forma di spire di depressione inestricabili, in cui ogni genere che abbia mai cercato di veicolare depressione e morte è forzato in un amalgama di terrore musicale orrendo in maniera quasi coercitiva. Black metal, funeral doom, gothic rock, noise, dark ambient, death rock, post-punk e dark wave vengono metabolizzati da Gossard e compagni in un’alchimia carnale e morbosa che pare completamente priva di luce o speranza. I riff sono gelidi e tombali, le ritmiche a tratti comatose o serrate e strazianti, ma il senso di desolazione e morte che viene veicolato rimane immutato. Scorie di Leviathan, Christian Death, Joy Division, Ved Buens Ende, Beherit, Skepticism, Coil, Throbbing Gristle, Swans, e tanto, tantissimo black metal di stampo europeo di fine anni Ottanta cadono tutti come una pioggia incessante a formare una palude di depressione e morte talmente avvolgente da non lasciare scampo. Il flanger e il chorus della chitarra di Gossard sferzano l’aria come tentacoli di morte mentre i suoi compagni di band erigono pilastri di granito nero e ghiaccio tutt’intorno, a creare un mondo vacuo, morto e completamente tumefatto dalla solitudine e dall’odio. Un oblio che va toccato con mano per essere capito, in cui figura, come una umiliazione oltre la beffa, una fantastica cover degli Slayer. Il vostro povero mangianastri vi attende, e le vostre orecchie e il vostro cervello non ve lo perdoneranno mai.

TRACKLIST

  1. All Paths End The Same
  2. Beneath The Waves
  3. The Drinker
  4. Maelstrom / Face The Slayer (Slayer cover)
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