DISTANT – Tsukuyomi: The Origin

Pubblicato il 06/12/2024 da
voto
7.5
  • Band: DISTANT
  • Durata: 00:38:05
  • Disponibile dal: 22/11/2024
  • Etichetta:
  • Century Media Records

Dovessimo stilare una classifica delle band più attive del movimento deathcore, nelle prime posizioni troveremmo sicuramente i Distant, formazione dislocata tra Olanda e Slovacchia che si sta facendo un nome con pubblicazioni interessanti e, soprattutto, innumerevoli date dal vivo.
Gli appassionati collegheranno il nome alla curiosa posse track “Argent Justice”, brano da Guinness dei Primati con dodici ospiti, o alla riuscita “Heritage”, con il poster boy del movimento Will Ramos. La verità è che, nonostante l’avversione di chi del deathcore proprio non ne vuol sentir parlare, i Distant stanno facendo tutto nella maniera giusta, dalle connessioni alla costante presenza sui media sino a merch e video curatissimi.
Con l’occasione del decimo compleanno del gruppo – e scommettiamo come ennesima scusa per imbarcarsi in tour a inizio 2025 (appuntamento il 19 febbraio al Revolver di San Donà Di Piave con gli Enterprise Earth) – i Nostri decidono di pubblicare una versione rielaborata di “Tsukuyomi”, EP di cinque brani uscito nel 2017. Per rendere più interessante l’operazione ecco di nuovo una lista di ospiti importanti, su tutti Matt K. Heafy dei Trivium, oltre a una vera e propria espansione con sette brani inediti posti ad inizio tracklist.
Iniziando dalle novità, possiamo parlare della solita tavola imbandita: immaginate il deathcore dei Distant come l’esatto opposto della versione riff-centrica dei Suicide Silence, con brani densi, urgenti e meticolosamente adornati, infusi di abbondanti parti elettroniche e tastieristiche. A livello compositivo, sembra più un’estensione dell’ultimo “Heritage”, che già mostrava il livello di maestria in campo deathcore della formazione: così “Torturous Symphony” diventa uno dei probabili brani di punta del gruppo con la sua aggressività e le sue accelerazioni blast-beat, insieme a una “Loveless Suffering” costruita su cambi di tempo, nefandezze vocali e iperviolenza.
Un brano in cui la band si diverte uscendo un po’ dalla zona di comfort, dando il meglio a livello di riffing, è quel gioiellino di “The Undying”, caratterizzato da partiture melodiche esaltanti e un assolo coinvolgente. Da citare anche “Cradled In Shards Of Glass”, grazie a un divertentissimo breakdown che mette a serio rischio persone e cose intorno all’ascoltatore.
La parte rielaborata soffre sicuramente il confronto: i pezzi sono rivoltati come un calzino, ma si capisce come in un decennio i Distant siano maturati a livello compositivo, avendo raggiunto ai giorni nostri una scrittura più smaliziata e moderna. “Acolytes Of Damnation” resta comunque gradevole grazie ai bree del veterano Alex Erian (Despised Icon), ma il resto dell’esperienza, nonostante i contributi di Travis Worland degli Enterprise Earth e di David Simonich dei Signs of the Swarm, è abbastanza scolastica.
Se di solito operazioni del genere sono rivolte solamente ai fan, “Tsukuyomi: The Origin”, anche se viaggia su due livelli distinti, demolisce letteralmente questo tipo di preconcetto, con una riedizione pompata e sontuosa che rivoluziona il lavoro originale dando in pasto agli ascoltatori moltissimi validi inediti, confermando fame e potenzialità di un gruppo ormai alle costole dei top player della scena.

TRACKLIST

  1. The Pale Moonlight
  2. Fleshweaver
  3. Feast of Misery
  4. Torturous Symphony
  5. Cradled in Shards of Glass
  6. Loveless Suffering
  7. The Undying
  8. The Apex
  9. Acolytes of Damnation
  10. Tsukuyomi
  11. Malice
  12. Broken Cross
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