DIVINE EMPIRE – Nostradamus

Pubblicato il 02/02/2004 da
voto
6.5
  • Band: DIVINE EMPIRE
  • Durata:
  • Disponibile dal: 26/01/2004
  • Etichetta:
  • Century Media Records
  • Distributore: Self

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Florida + metallo pesante = classico death americano. Chi mai potrebbe affermare il contrario? E grazie a questa semplice addizione/associazione, riusciremmo a racchiudere tutti i connotati dei Divine Empire, figli diretti di quelle band che resero grande la scena floridiana sul finire degli anni ’80 e all’alba dei Nineties, nonché concludere rapidamente la recensione con uno scontato “consigliato ai fan del genere”. Ma non sia mai! Ligi al dovere come sempre, andiamo ad analizzare nei dettagli questo “Nostradamus”, terza fatica discografica del terzetto statunitense, capitanato dall’ex-Malevolent Creation Jason Blachowicz (voce/basso) e completato da J.P. Soars (chitarra) e dal batterista Duane Timlin, terzo drummer a sedersi dietro le pelli dei Divine Empire, dopo Derrik Roddy e Alex Marquez. Come detto, siamo di fronte a sonorità puramente death, proposteci nella loro accezione più brutal, assalti sonori intensi e con pochi freni, ma non per questo carenti di logica e senso compositivo: la band sa costruire delle mini-suite acrobaticamente articolate (uno dei pregi del disco è proprio quello di essere breve il giusto e compresso in modo sapiente) ed è capace di radere al suolo gl’incauti ostacoli che vengono a porglisi davanti, forti di buona tecnica e discreta fantasia, alle quali, applicate ad un contesto abusato come il death floridiano, va data la dovuta importanza. “Sacrifice In Vain” e “Ravaged” svolgono particolarmente bene il ruolo di apripista, mostrando subito un Jason Blachowicz in gran forma, in grado di farsi valere sia tramite un growl cupo e degnamente gutturale, sia attraverso vocals urlate quasi in black-style; “Tribulation” è più melodica e presenta vaghi rimandi alla scuola europea, mentre “Manifestation” ben rappresenta gli odierni Divine Empire, grazie a frequenti cambi di tempo e all’attitudine assassina; influenze thrash, invece, entrano prepotentemente in gioco durante la nervosa “Season Of Extinction”, precedente la stranita “The Pain Remains”, song strumentale nella quale voci ed effetti guerreschi rendono la traccia micidiale. I pezzi restanti non fanno abbassare il livello di guardia e concludono piacevolmente “Nostradamus”. Supportato da una produzione molto buona (in particolare, il basso è ben messo in evidenza), l’”Impero Divino” debutta su Century Media con un disco decente che, pur non inventando nulla di nuovo, si merita indubbiamente la vostra attenzione. Come si diceva più sopra, ma dopo averne motivato i perché, consigliato ai fan del genere.

TRACKLIST

  1. Sacrifice In Vain
  2. Ravaged
  3. Tribulation
  4. They Rise
  5. Manifestation
  6. Season Of Extinction
  7. The Pain Remains
  8. Basher
  9. Aggravated Battery
  10. Cuidate Del Traidor
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