DIVINEFIRE – Glory Thy Name

Pubblicato il 05/09/2005 da
voto
7.0
  • Band: DIVINEFIRE
  • Durata: 00:42:59
  • Disponibile dal: 18/07/2005
  • Etichetta:
  • AOR Heaven
  • Distributore: Frontiers

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Christian Rivel, noto ai più per essere la voce dei melodic powermetaller Narnia, ha dato vita la sua etichetta personale, chiamataRivel Records. Sotto questo marchio uscirà solamente materiale distampo cristiano: infatti la label ha già messo sotto contratto unpezzo da novanta come gli straordinari Veni Domine e band emergenticome Mirador, Crimson Moonlight, Heartcry e Wisdom Call. QuestiDivineFire sono invece uno dei progetti personali di Rivel, quisupportato da Jani Stefanovic (già con i Sins Of Omission) che sioccupa di batteria, chitarre e tastiere. La musica proposta è un powermetal piuttosto eterogeneo e di qualità, supportato da insertisinfonici a volte più vicini al black, altre volte all’epic metal;l’intero album è ammantato di un mood oscuro che, a livello diatmosfere, avvicina la band ai ben più darkeggianti Saviour Machine.Proprio al deus ex machina di questi ultimi tocca l’onere di aprire ledanze, e lo fa recitando con voce declamatoria un passo dell’apocalissedi San Giovanni. La prima canzone vera e propria è la successiva “TheWorld’s On Fire”, power metal violentato da inserti black sinfonici,reso ancora più convincente dall’ospite Hubertus Liljegren (CrimsonMoonlight) che alterna il suo growling alla voce pulita e decisa diRivel. “Never Surrender” richiama i Rhapsody in quanto a tassosinfonico, ma risulta di molto superiore a quanto proposto ultimamenteda Turilli e soci, in virtù di uno stile maggiormente asciutto e senzafronzoli. “The Sign” è un’altra traccia di power particolarmenteviolento, con delle basi che vanno ricercate nei Gamma Ray di metàcarriera, salvo esplodere in un chorus di rara melodicità. Se tuttol’album fosse stato sulla falsariga di queste tre tracce, saremmo qui aparlare di capolavoro. Rivel ha uno stile vocale lontano dalle sireneinespressive tipiche delle lande scandinave e Stevanovic regge benel’urto ed offre una prova superlativa alle keyboards, che sembranouscite direttamente da un album dei Dimmu Borgir e che non servono soloa doppiare la chitarra e a fare a gara di velocità, ma creanoun’atmosfera malsana che contrasta spesso e volentieri con la melodiachitarristica. Il lavoro putroppo ha anche dei momenti di stanca, come“Out Of The Darkness”, “Pay It Forward” e “Live My Life For You”, chenon delle brutte canzoni, ma, se paragonate col terzetto d’apertura,risultano piuttosto monotone, nonostante il canovaccio lavorato dallaband sia sempre il solito. Soprattutto “Pay It Forward” in qualche modovorrebbe pagare pegno all’esordio dei Saviour Machine, ma risultaessere soltanto una ballad fin troppo zuccherosa. A riportare il tuttosui giusti binari ci pensa la lunga “The Spirit”, summa di quanto fattoin precedenza dalla band e con una pletora di ospiti eccellenti, tra iquail segnaliamo Carl Johan Grimmark, (Narnia), Pontus Norgren(Talisman), l’ex Candlemass Thomas Vikström e Fredrik Sjöholm dei VeniDomine. In chiusura, ancora Clayton recita l’ennesimo versetto biblicomettendo la parola fine su un album molto buono e che, se non avesseavuto troppi cedimenti, ci avrebbe consegnato una band capace dipuntare dritta al trono del power continentale.

TRACKLIST

  1. From Death To Life
  2. The World's On Fire
  3. Never Surrender
  4. The Sign
  5. Out Of The Darkness
  6. Pay It Forward
  7. Live My Life For You
  8. The Spirit
  9. The Way To Eternity
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